Raiola-Milan, lite sul contratto da un milione al fratello di Donnarumma

di Gianmichele Laino | 15/12/2017

indagine Raiola

Mino Raiola, il procuratore di Gigio Donnarumma e del fratello Antonio, entrambi portieri del Milan, non ha per nulla digerito lo striscione di San Siro che attaccava i suoi assistiti, che invitava il numero uno dei rossoneri ad andarsene e che definiva Antonio Donnarumma un «parassita». Nella serata di ieri, Raiola ha diffuso un comunicato in cui punta il dito nei confronti del direttore sportivo del Milan Massimiliano Mirabelli.

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RAIOLA ANTONIO DONNARUMMA, L’ATTACCO A MIRABELLI

«Mirabelli ha un problema personale contro di me e usa Gigio Donnarumma per attaccarmi – ha detto Raiola -. Ma io non ne farò un circo mediatico e non voglio che questo sia fatto sulla pelle di Gigio». Secondo il procuratore dei fratelli Donnarumma, il dirigente del Milan è colpevole di non aver difeso i suoi assistiti dopo lo striscione esposto dalla curva rossonera prima del match di Coppa Italia due giorni fa: «Il problema del Milan non è Gigio, né tantomeno Antonio – ha continuato Raiola -. Stranamente poi né Mirabelli, né la società hanno commentato lo striscione che è apparso ieri allo stadio. Noi non abbiamo mai imposto al Milan di prendere Antonio. È stata una scelta tecnica di Mirabelli che ora dovrebbe quanto meno difendere».

RAIOLA ANTONIO DONNARUMMA, IL «PROBLEMA» DELL’INGAGGIO DEL SECONDO PORTIERE DEL MILAN

Antonio Donnarumma, fratello di Gigio, è il portiere di riserva del Milan. La società, oltre a rinnovare il contratto del numero uno rossonero (con tanto di aumento di ingaggio a 6 milioni di euro), in estate aveva tesserato anche il fratello maggiore del gioiellino, assicurandogli uno stipendio da un milione di euro all’anno, cifra da molti definita esagerato.

Da qui, appunto, lo striscione con l’aggettivo «parassita» esposto dai tifosi del Milan e il successivo disappunto di Mino Raiola. Che ha rincarato la dose contro il dirigente Mirabelli: «A Mirabelli oggi fanno comodo queste polemiche perché tolgono l’attenzione dal vero problema del Milan – ha sottolineato Raiola -: il suo progetto tecnico. Io non ho nulla contro il Milan, anzi ci tengo al Milan e vorrei avesse successo. Vi ricordo che ho 4 giocatori in prima squadra e ho interesse che i miei assistiti raggiungano risultati importanti».

Il procuratore se, di fatto, ha interrotto qualsiasi ponte con Mirabelli, ha ribadito come non ci sia alcun problema con l’amministratore delegato Marco Fassone che, da questo momento in poi, sarà il suo referente per qualsiasi situazione dovesse emergere riguardo ai calciatori da lui assistiti.