Non solo Messi: tutte le minacce dell’Isis ai mondiali di calcio di Russia 2018 | GALLERY

di Gianmichele Laino | 25/10/2017

messi isis

La strategia comunicativa dell’Isis, si sa, è sempre stata quella di gettare confusione a proposito di qualsiasi situazione che vede coinvolto il sedicente Stato Islamico. Disorienta quando si tratta di rivendicare attentati, disorienta quando rivolge minacce a suoi potenziali obiettivi. Ma allora come bisogna interpretare i tantissimi segnali che sta lanciando in occasione dei mondiali di calcio di Russia 2018? Oggi, il mondo scopre il fotomontaggio con il volto di Lionel Messi – uno dei campioni più rappresentativi del football mondiale – attraversato da una lacrima di sangue e posto dietro a delle sbarre.

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MESSI ISIS, LE IMMAGINI DI MINACCIA AI MONDIALI 2018

La Wafa Media Foundation – uno degli organi di propaganda dello Stato Islamico – ha diffuso questa immagine terrificante, accompagnata da una scritta in inglese che, tradotta, recita più o meno «state combattendo contro uno Stato che non conosce la parola fallimento».

MESSI ISIS, I PRECEDENTI

Ma non si tratta dell’unico avvertimento – vero o presunto – che l’Isis vuole lanciare al mondo in occasione dei mondiali da disputarsi (a partire dal prossimo 14 giugno) nella Russia di Vladimir Putin. Già da qualche tempo, su Telegram – il servizio di messaggeria istantanea che è molto frequentato da sostenitori e militanti dell’Isis – è stata diffusa l’immagine di un militano armato di kalashnikov e di bombe che ha sullo sfondo il chiaro profilo della Volgograd Arena, uno degli stadi scelti per ospitare la manifestazione sportiva.

Non solo: sempre sui social network circola l’immagine del logo di Russia 2018 accompagnato dalla scritta in arabo «Vi stiamo aspettando», mentre il tabloid inglese The Sun ha mostrato ai suoi lettori un volantino che ritrae un militano armato che guarda in direzione del Luzhniki Stadium di Mosca, l’impianto che ospiterà la finale dei mondiali il prossimo 15 luglio. Insomma, un filone di comunicazione che sembra essere piuttosto esplicito: le forze dell’ordine del Paese ospitante dovranno dar prova di brillante organizzazione per far fronte a queste minacce che stanno diventando sempre più numerose.