annuncio di lavoro in dialetto
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Su Subito spunta l’annuncio di lavoro in dialetto: «Posto da 24mila euro l’anno, ma precedenza ai veneti»

Un singolare annuncio di lavoro in dialetto, probabilmente il primo in lingua veneta, è comparso ieri su uno dei più noti siti di inserzioni, Subito.it, per la ricerca di un collaboratore. L’autore del messaggio postato sul web è Roberto Agirmo, è titolare della ‘Brokers della vacanza’ di Marcon, in provincia di Venezia, ed ha una particolare passione per la politica: è membro del direttivo nazionale di ‘Indipendenza noi Veneto con Zaia’ ed è protavoce di Aggregazione Veneta, associazione di associazioni venetiste che vuole essere riconosciuta dalla Regione come autorità deputata a valutare e accogliere le richieste di adesione alla «minoranza veneta». Ne parla Il Corriere del Veneto in un articolo a firma di Marco Bonet:

Lo stesso annuncio, non a caso, in calce fa espresso riferimento alla legge regionale 28 del 2016, che com’è noto riconosce i veneti come «minoranza nazionale» alla stregua dei tirolesi dell’Alto Adige. «Dall’annuncio si può evincere come il percorso della legge stia già prendendo piede, territorialmente parlando – spiega Agirmo – anticipando le delibere della giunta regionale». Dopo l’approvazione della legge, che per qualche settimana pareva essere diventata la massima priorità della Lega, in Regione si è infatti congelato tutto, in attesa di vedere se, come annunciato dal Pd, il governo impugnerà il provvedimento davanti alla Corte costituzionale. Un’eventualità, a dire il vero, su cui ripongono qualche speranza pure alcuni leghisti, anche se non lo ammetteranno mai, così che siano i giudici, subito additabili come «nemici del popolo veneto», ad accollarsi la responsabilità di disinnescare una bomba che viceversa a Palazzo Balbi non saprebbero da che parte prendere.

 

annuncio di lavoro in dialetto
(Immagine: screenshot da Subito.it)

 

ANNUNCIO DI LAVORO IN DIALETTO: «PRECEDENZA AI VENETI»

Comunque sia, nell’annuncio vengono offerti 2mila euro lordi mensili (24mila annui) e viene richiesta la conoscenza di «veneto, italiano e/o inglese e/o tedesco e/o francese». Il messaggio insomma indicherebbe che la conoscenza del veneto è obbligatorio mentre quella delle altre lingue, straniere, no. La precedenza viene riservata a chi è iscritto alla «minoranza nazionale veneta». Un requisito – precisa ancora Bonet sul Corriere del Veneto – secondo chi sostiene la legge regioanle 28 del 2016  rientra pienamente nei contorni della Convenzione europea sulle minoranze ma che qualcuno potrebbe impugnare davanti al giudce del lavoro come forma di discriminazione.

(Immagini: screenshot da Subito.it)