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Il Fisco a caccia di soldi con il pignoramento mirato dei conti correnti

Nei prossimi provvedimenti del governo in materia fiscale, come il decreto ora all’esame della Camera e la Legge di Bilancio, è probabile vengano introdotte misure per effettuare pignoramenti più mirati sui conti correnti, in modo da garantire entrate da riscossione strutturali (dopo quelle
straordinarie della rottamazione delle cartelle di Equitalia, con taglio di sanzioni e interessi).

 

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PIGNORAMENTO CONTO CORRENTE, NUOVE MISURE CONTRO GLI EVASORI

Si tratta di soluzioni che il governo intende mettere in campo per alleggerire il peso del
fisco sui cittadini e rispettare i vincoli di bilancio. Ne parla oggi Luca Cifoni sul Messaggero:

Dopo il gettito assicurato dalla sanatoria vanno assicurate entrate strutturali. Per farlo, il governo punta anche sull’utilizzo delle banche dati. La nuova struttura che sostituirà Equitalia, all’interno dell’Agenzia delle Entrate, potrà usare direttamente gli archivi di quest’ultima (compresa l’anagrafe dei conti correnti) e quelli dell’Inps. Con un impatto che la relazione tecnica del decreto quantifica in circa 500 milioni l’anno in più. In dettaglio si prevede un aumento dei pignoramenti presso terzi compresi quelli su conto corrente (come le altre procedure cautelari ed esecutive possono scattare dopo 60 giorni dalla notifica della cartella). Ma soprattutto il ministero dell’Economia prevede un forte aumento dell’efficacia, grazie alle informazioni aggiuntive: dall’attuale 18 per cento di esito positivo o parzialmente positivo si passerebbe all’85 per cento. Insomma una riscossione quasi a colpo sicuro.

(Foto da archivio Ansa. Credit: Fatemeh Bahrami / Anadolu Agency)

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