monica cirinnà
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Unioni civili, cos’è l’obbligo di fedeltà

Uno dei punti oggetto di trattativa sulle unioni civili riguarda l’obbligo di fedeltà previsto inizialmente dal ddl Cirinnà. Con il maxiemendamento che sarà oggi pomeriggio approvato al Senato con il sostegno di tutta la maggioranza vengono approvate infatti delle modifiche riguardanti non solo l’adozione del figlio del partner (la stepchild adoption viene ora stralciata) ma anche i «diritti e doveri dell’unione civile tra persone dello stesso sesso» previsti all’articolo 3.

 

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UNIONI CIVILI, VIA L’OBBLIGO DI FEDELTÀ

In particolare, il comma uno del testo originario stabiliva che «dall’unione civile deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza e alla coabitazione». La modifica è avvenuta su pressione del Nuovo Centrodestra (dal gruppo di Area Popolare) che, dopo aver ottenuto l’eliminazione di ogni riferimento alle adozioni, ha chiesto ulteriori cambiamenti anche alle altre parti del ddl. Spiega oggi il Corriere della Sera:

Due persone dello stesso sesso legate da unione civile non hanno l’obbligo morale della fedeltà. Troppo simile al matrimonio «l’essere fedeli l’uno all’altra nella buona e nella cattiva sorte» per cui su pressione di Ncd è bastato omettere ogni riferimento alla fedeltà di partner. D’altronde, si giustifica chi ha scritto la legge Cirinnà 2.0, tra coniugi la non fedeltà non è causa di estinzione del matrimonio. Il maxiemendamento specifica invece (comma 16) che la violenza è causa di annullamento del contratto così come la «condotta che causa grave pregiudizio all’integrità fisica e morale dell’altra parte».

Il riferimento all’obbligo di fedeltà nasceva dunque dagli articoli del codice civile che regolano il matrimonio. E la sua cancellazione viene annunciata dalle componenti più conservatrici della maggioranza come un modo per evitare l’equiparazione tra unione civile e matrimonio, sgradita ai cattolici. Nel dettaglio, l’articolo 143 del codice civile su «diritti e doveri reciproci dei coniugi» recita:

Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri.
Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione.
Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia.

(Foto di copertina: ANSA / ALESSANDRO DI MEO)