La storia del Massacro del Circeo

di Maghdi Abo Abia | 20/01/2016

Massacro Circeo

Il massacro del Circeo torna prepotentemente nella cronaca italiana dopo la notizia della decisione da parte della giustizia spagnola di riesumare Maximo Testa De Andres, uomo morto nel 1994 a Melilla e indicato come Andrea Ghira, uno dei tre componenti della banda che nel 1975 si rese responsabile delle sevizie ai danni di due donne, Rosaria Lopez, morta nell’occasione, e Donatella Colasanti, deceduta nel 2005. Se ne parlerà anche stasera in tv a Chi l’ha visto del 20 gennaio.

Massacro Circeo
Donatella Colasanti (ANSA)

MASSACRO DEL CIRCEO, LA RIESUMAZIONE DELLA SALMA DI DE ANDRES – GHIRA

La riesumazione della salma di Maximo Testa de Andres si rende necessaria per comprendere se il corpo è in realtà quello di Andrea Ghira, morto da latitante a Melilla, exclave spagnola in Marocco, probabilmente a causa di un’overdose. I campioni che verranno prelevati saranno confrontati con quelli analizzati nel 2005 sfruttando le tecniche attuali che consentiranno di avere la certezza dell’identità dell’uomo. Secondo il racconto Massimo Testa de Andres chiese di entrare nella Legione Straniera il 26 giugno 1976 presentando domanda a Madrid, nove mesi dopo il massacro del Circeo.

MASSACRO DEL CIRCEO, LA MORTE DELL’UOMO A MELILLA

Dopo dieci anni di Legione Straniera, sfruttando le norme che prevedevano all’epoca l’arruolamento di persone prive di documenti, ottenne il passaporto spagnolo e andò prima a Fuerteventura e poi a Ceuta stabilendosi infine a Melilla. Il 28 maggio 1980 venne arrestato a Cadice per droga, la prima di numerose sanzioni del genere. Il 21 luglio 1993 venne congedato dalla Legione Straniera per carenti condizioni psicofisiche. Toto il passaporto, Massimo Testa de Andres si trovò costretto a rimanere a Melilla. Qui vi morì a 40 anni, il 2 settembre 1994 a Costa della Vigna 35.

MASSACRO DEL CIRCEO, LA STORIA DELL’INCONTRO TRA IZZO, GUIDO, LOPEZ E COLASANTI

Andrea Ghira, all’epoca del massacro del Circeo insieme a Angelo Izzo, 20 anni, studente di medicina e Giovanni Guido, studente di architettura di 19 anni seviziarono e stuprarono due donne, Rosaria Lopez, 19 anni e Donatella Colasanti, 17, residenti a Roma, quartiere della Montagnola. Le due conobbero Guido e Izzo grazie a un amico comune all’uscita di un cinema. I quattro s’incontrarono con altri amici al Fungo dell’Eur. Guido e Izzo chiesero alla Lopez e alla Colasanti se avessero avuto voglia di partecipare a una festa a casa di un amico a Lavinio, in una villa. A un certo punto, racconto di Donatella Colasanti, uno di loro tirò fuori una pistola e iniziarono a dire di essere membri del clan dei Marsigliesi.

MASSACRO DEL CIRCEO, LE VIOLENZE, LE SEVIZIE E LA MORTE DI ROSARIA LOPEZ

Le ragazze vennero violentate, seviziate e massacrate per un giorno e una notte manifestando un odio sia misogino sia di censo, con attacchi nei confronti delle due ragazze appartenenti a un ceto meno abbiente e lontane dalla politica. Rosaria Lopez fu picchiata e annegata nella vasca da bagno. Donatella Colasanti sopravvisse a un tentativo di strangolamento e a una sprangata. Credendola morta venne infilata nel bagagliaio di una 127 bianca insieme alla Lopez e andarono a cena lasciando le due in macchina. La Colasanti, ancora viva, urlò attirando l’attenzione di un metronotte che avvertì i Carabinieri con un messaggio cifrato, intercettato da un fotografo che documentò la raccapricciante scena del ritrovamento.

MASSACRO DEL CIRCEO, LA FUGA DI GHIRA, LA CONDANNA DI IZZO E LA STRAGE DEL 2005

Angelo Izzo e Giovanni Guido vennero arrestati dopo poche ore mentre Andrea Ghira fece perdere le sue tracce. La madre di quest’ultimo venne trovata con la sorella nei pressi dell’abitazione teatro del Massacro del Circeo, con gli inquirenti che sospettarono di una richiesta d’aiuto da parte del fuggiasco. Donatella Colasanti guarì in 30 giorni dalle ferite ma non si riprese mai dal punto di vista psicologico. Morì per un tumore al seno il 30 dicembre 2005 rifiutando le cure. Si dichiarava convinta che il corpo di Melilla non poteva essere quello di Andrea Ghira. Angelo Izzo venne condannato a 30 anni di carcere. Ottenuta la semilibertà nel 2004, uccise nel 2005  Maria Carmela e Valentina Maiorano, figlie del boss della Sacra Corona Unita Giovanni Maiorano che a sua volta conobbe Izzo in carcere. Per questo l’uomo venne nuovamente condannato all’ergastolo.

MASSACRO DEL CIRCEO, LE FUGHE DI GIOVANNI GUIDO

Giovanni Guido con Angelo Izzo nel gennaio 1977 prese in ostaggio una guardia carceraria cercando di evadere dal penitenziario di Latina. L’evasione per Guido riuscì nel 1981. Scappò a Buenos Aires dove venne arrestato due anni dopo. Nel 1985 scappò dall’ospedale Manuel Rocco della capitale argentina dov’era ricoverato per un’epatite. Venne arrestato nel 1994 a Panama dove si era rifatto una vita come rivenditore di auto. Estradato in Italia, venne liberato il 25 agosto 2009 grazie all’indulto. Condannato a 30 anni, ne passò in carcere 22 con 11 anni di latitanza all’estero.

MASSACRO DEL CIRCEO, LA STORIA DI TRE ESPONENTI DELL’ESTREMA DESTRA ROMANA

Andrea Ghira fu condannato nel 1973 per rapina a mano armata compiuta insieme a Angelo Izzo che a sua volta dopo aver violentato due ragazzine nel 1974 fu condannato a due anni e mezzo di reclusione con pena sospesa. La festa a cui vennero invitate le due ragazze, trasformatasi nel massacro del Circeo, venne organizzata proprio per festeggiare la libertà di Andrea Ghira. I due, insieme a Gianni Guido, provenivano da ambienti benestanti ed erano tutti e tre estremisti di destra. Peraltro la sera del ritrovamento delle due donne vennero alle mani con alcuni militanti comunisti. La riesumazione del cadavere di Andrea Ghira – Maximo Testa de Antes potrebbe chiudere una storia nata 41 anni fa e per certi aspetti ancora avvolta dal mistero.