Non potremo più esportare la focaccia di Recco

di Redazione | 22/12/2015

Focaccia genovese

Ottenere un riconoscimento molto importante a volte può rivelarsi un boomerang. È ciò che è successo alla focaccia di Recco, quella con il formaggio fuso: l’11 novembre scorso la storica sfoglia genovese ha ottenuto l’Igp, l’indicazione geografica protetta dell’Unione Europea, e da quel momento è diventata ufficialmente inesportabile. Fuori dal comune (e dalle tre città vicine Avegno, Camogli e Sori), non si potrà definire Focaccia di Recco o Focaccia recchese nessun prodotto da forno, nemmeno se viene seguita punto per punto la ricetta con il timbro Ue, vengono usati gli ingredienti giusti e rispettate le dosi. Bandito anche ogni trattamento di conservazione, dalla surgelazione alla congelazione. Un danno di immagine inaspettato, un paradosso che ha fatto arrabbiare più di qualcuno: l’irritazione del sindaco si unisce a quella di ristoratori e produttori costretti di corsa a cambiare menu e stravolgere confezioni per non incorrere in sanzioni. La storia è raccontata oggi da Marco Menduni su La Stampa e Il Secolo XIX.

Focaccia genovese
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Il caos regna ora sovrano a Recco – 10mila abitanti circa e un Consorzio che per anni si è dannato l’anima per far ottenere l’Igp e ora si trova al centro delle polemiche, tra sospetti e dispetti:

A dar fuoco alle polveri un episodio che va in scena alla Fiera dell’artigianato di Rho, Milano, due settimane fa e dietro il quale tutti intravedono l’operato di un corvo ostile all’iniziativa. C’è il banchetto che offre, per promozione, la focaccia di Recco al formaggio agli ospiti della manifestazione. È lo stand ufficiale, quello di Lucio Bernini, il promotore del Consorzio che per anni si è battuto con l’obiettivo di ottenere l’Igp. Ma arrivano i Nas, fanno riavvolgere gli striscioni e parte una denuncia per frode in commercio. Le regole sono regole: nessuno può servire altrove la focaccia col formaggio di Recco se non a Recco: neppure chi ha voluto la prestigiosa attestazione europea. […] Si scopre che al consorzio hanno aderito solo otto ristoranti nella cittadina e tre nella vicina Sori

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