False recensioni su Tripadvisor, cosa si rischia

di Maghdi Abo Abia | 10/04/2015

False recensionsi su Tripadvisor, cosa si rischia

Cosa si rischia se si scrivono false recensioni su Tripadvisor  Fino a qualche tempo fa vi avremmo risposto “nulla, a parte il biasimo dell’esercente destinatario”. Oggi invece, grazie anche ai numerosi casi emersi negli ultimi anni, possiamo dire quasi senza indugio che le false recensioni su Tripadvisor possono portare ad una querela per diffamazione.

False recensionsi su Tripadvisor, cosa si rischia

TRIPADVISOR, RECENSIONI FALSE E POLITICA AZIENDALE –

Partiamo dalle basi. Tripadvisor ha una politica molto chiara circa la valutazione delle recensioni pubblicate sul proprio sito. Per il portale «Affermazioni vere o che comunque riflettono una valutazione sincera non costituiscono di per sé una forma di diffamazione. La invitiamo a valutare obiettivamente i fatti prima di presentare una segnalazione, e, in casi dubbi, a consultare un legale, poiché una segnalazione priva di alcun fondamento potrebbe essere fonte di responsabilità a suo carico». Chi si sente diffamato da una falsa recensione su Tripadvisor deve quindi contattare il portale, con l’azienda che chiede la massima chiarezza circa il contenuto diffamatorio in sé ed i fatti ad esso collegati. Con un avvertimento:

«Attenzione: qualsiasi affermazione lei farà attraverso questa procedura potrà essere utilizzata in un procedimento giudiziario. Qualsiasi informazione falsa, imprecisa o fuorviante da lei fornita potrebbe comportare responsabilità penale o civile»

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FALSE RECENSIONI SU TRIPADVISOR E QUERELE –

Una posizione chiara che è stata però superata dalla giurisprudenza, vista l’esistenza di sempre più casi di procedimenti aperti per diffamazione causati da false recensioni su Tripadvisor. Nello specifico, il caso riportato dall’Ansa riguarda il commento di un’utente che ha stroncato un albergo di Rimini senza esserci mai stata. Nella recensione si criticava un soggiorno nella struttura avvenuto la settimana di Ferragosto 2014 con tanto di lamentela per un addebito sul conto del pranzo del 15 agosto, pranzo che la presunta cliente sosteneva di non aver mai consumato. L’albergatrice, ricordando chi aveva ospitato in quei giorni, ha condotto un’indagine in rete risalendo dal nickname al profilo della donna, una 37enne della provincia di Milano.

I CONTROLLI INCROCIATI, LA SCOPERTA E LA DENUNCIA –

La sua sorpresa è stata grande quando ha scoperto che la donna aveva recensito negli stessi giorni un secondo hotel di Rimini, dove aveva effettivamente alloggiato, questa volta positivamente. I titolari hanno confermato la sua presenza all’albergatrice che, a fine 2014, ha scritto ai gestori di Tripadvisor ed alla finta cliente chiedendo di cancellare la recensione non veritiera pena una denuncia. Dopo qualche settimana e nessun provvedimento, la donna ha presentato denuncia al posto di polizia ferroviaria di Rimini. Gli agenti hanno compiuto le opportune verifiche e dopo che la donna non ha voluto dare spiegazioni sulla vicenda è scattata la denuncia per diffamazione.

 

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FALSE RECENSIONI SU TRIPADVISOR E COMMENTI TROPPO CATTIVI –

Un altro caso è riportato dal Corriere Milano. In questo caso il recensore, o meglio i recensori, erano effettivamente stati nella struttura ma non hanno saputo trattenersi nei commenti usando parole che, a detta dell’accusa, hanno superato il diritto di critica. Il tutto è accaduto in un noto ristorante di Milano. Il titolare ha deciso di agire, stanco di ricevere commenti come quello di «Sandrocan 2014»:

«Il pane vecchio… Cameriera da balera, ho preso una frittura di paranze… che fosse stata della Findus sarebbe stata decisamente più buona. Zoccolette e calciatori. Insomma, un posto infimo»

o di «Desantisio»

 «Clientela è tutta fuffa, rolex ed escort… mangiato uno spaghetto calamari, gamberetti e melanzane ma purtroppo era scialbo»

lo stesso dieci giorni dopo ha aggiunto che nel locale c’erano anche delle

«porche»

Per questo è stata presentata una querela perché, nella richiesta presentata dall’Avvocato Gabriele Minniti si spiega che si tratta di

«post falsi, con evidenti intenti diffamatori, scritti solo per screditare il ristorante»

Inoltre si è sottolineato come i recensori altro non erano che

«persone che si erano iscritte lo stesso giorno solo per fare quei commenti»

LA SCELTA DELLA PROCURA DI ARCHIVIARE

Per la Procura la querela andava archiviata in quanto non veniva ravvisato alcun reato, con i post che venivano giudicati come un esercizio del proprio diritto di critica con il rispetto dei requisiti della legittimità, della rilevanza sociale, della continenza e del fatto che la situazione espressa dai commentatori era «obiettiva, concordemente riscontrata dalla maggior parte degli avventori». L’avvocato ha ribadito che le recensioni erano palesemente diffamatorie, oltre ad essere scritte da persone che non sarebbero mai state nel ristorante e che citavano piatti inesistenti. E la prova del fatto che fossero contenuti offensivi risiede nel fatto che Tripadvisor, non coinvolto nella vicenda, ne ha rimossi alcuni.

IL GIUDICE: «ESPRESSIONI GRAVEMENTE DIFFAMANTI»

Il Giudice per le Indagini Preliminari di Milano Alessandra Clemente ha dato ragione al ristoratore ordinando al pm di proseguire le indagini per identificare gli autori dei pist offrensivi:

«non vi è dubbio che tale scambio di opinioni sia utile a chi si approccia ad avvalersi di un servizio o ad acquistare un oggetto».

Tuttavia è importante, continua il Gip, che esse siano espresse

«in termini di correttezza e comunque di genuinità delle informazioni»

Nello specifico sono state usate secondo il giudice,

«espressioni chiaramente sopra le righe», «inutilmente e gravemente offensive e diffamanti che si risolvono nella denigrazione del ristorante e del suo gestore in quanto tale» «quando vi è il sospetto che possa essere stato fatto ad arte».

Quindi per quanto riguarda le recensioni false su Tripadvisor il portale fa il suo, verificando i contenuti ed agendo previa segnalazione. Ma se non lo fa il portale c’è il rischio che possa intervenire la magistratura. E questo puo’ accadere sia nel caso di una recensione palesemente falsa sia nel caso di un testo considerato troppo cattivo ed arricchito di particolari non veritieri. Dove non arriva il portale, arriva la legge. Per il benessere di tutti.