L’Alto Adige fa da sé e non recepisce il dpcm

Lo ha deciso la giunta della Provincia Autonoma di Bolzano

14/10/2020 di Enzo Boldi

Anche se la situazione epidemologica nella zona non è delle migliori a causa di un lento ma costante peggioramento del numero di contagiati e ricoverati in ospedale con sintomi, in Alto Adige non si applicheranno le restrizioni decise con l’ultimo Dpcm firmato da Giuseppe Conte e dal Ministro della Salute Roberto Speranza. Lo ha deciso la giunta che, nella giornata di martedì 23 ottobre, ha deciso di non recepire quanto contenuto nel documento redatto a Palazzo Chigi. Si continuerà, dunque, a giocare a calcetto tra amici a livello amatoriale (tra le tante cose), a invitare molte più persone a un matrimonio rispetto al resto d’Italia e a poter organizzare feste private in casa.

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«Sì, i numeri sono in crescita – ha detto l’assessore alla Salute Thomas Widmann –. La maggior parte dei casi, però, si possono circoscrivere a focolai presenti in singoli comuni, oppure in aziende e scuole. Il numero di pazienti sintomatici inviati a effettuare i controlli dai medici di base o dal pronto soccorso si attestano sui 25 al giorno, in linea con quanto registrato nei mesi precedenti». Per questo motivo la giunta ha deciso di non recepire in Alto Adige l’inasprimento delle restrizioni contenuto nell’ultimo Dpcm a livello nazionale.

Alto Adige, no all’ultimo Dpcm: si prosegue con le norme precedenti

Il presidente Arno Kompatscher ha sottolineato che le norme presenti siano già sufficienti per gestire la situazione. Ma che non ci sarà una sottovalutazione dei problemi. Saranno, infatti, intensificati i controlli e le sanzioni nei confronti dei cittadini che saranno pizzicati a non indossare la mascherina (o qualsiasi altro indumento atto a coprire naso e bocca) e a non mantenere le basi del distanziamento sociale. Ovviamente, in caso di peggioramento della situazione, questa posizione sarà rivista-

(foto di copertina: da profilo Instagram di Arno Kompatscher)

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