Lo smentiranno fino alla morte, ma la vittoria del M5S a Campobasso è frutto della desistenza del Pd

di Gianmichele Laino | 10/06/2019

alleanza Pd-M5S
  • Roberto Gravina del M5S è il nuovo sindaco di Campobasso

  • Al primo turno era molto staccato dalla candidata di centrodestra Maria Domenica D'Alessandro

  • Il patto di desistenza Pd-M5S ha favorito il successo pentastellato

La matematica non è un’opinione. Ed è molto difficile che il 69,07% con cui Roberto Gravina del Movimento 5 Stelle è diventato il nuovo sindaco di Campobasso sia tutto farina del sacco pentastellato. Anche perché il candidato, al primo turno, è stato impegnato in un testa a testa per entrare ai ballottaggi, riuscendo a ottenere solo il 29% delle preferenze. A farne le spese è la candidata del centrodestra unito Maria Domenica D’Alessandro che sembrava lanciata verso il successo finale, dopo il 26 maggio: era stata la rappresentante della coalizione più votata con il suo 39,71% delle preferenze.

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Alleanza Pd-M5S a Campobasso: l’unica spiegazione per il risultato delle elezioni

Cosa c’è dietro alla metamorfosi del risultato del Movimento 5 Stelle a Campobasso? Con ogni probabilità un accordo con il Partito Democratico che al primo turno si era fermato al 25,85% di Antonio Battista, sindaco uscente della città del Molise. O, comunque, un patto di desistenza. Già nei giorni scorsi le due forze politiche erano state messe nel mirino del centrodestra e, soprattutto, della Lega.

L’accordo tra Pd e Movimento 5 Stelle era dato per certo, tanto da provocare una smentita da parte di tutti, sia lato dem, sia fronte pentastellato. «Smentisco ogni ipotesi di desistenza con il Movimento 5 Stelle. Le notizie diffuse circa la conclusione del detto accordo sono frutto di fervente fantasia» – hanno affermato dal Pd; «Non c’è nessuna trattativa in corso col Pd a livello locale sul Molise né a livello nazionale. Non stupisce infatti che la notizia venga da fonti del Partito democratico. È una fake news come tante altre. I cittadini sono liberi di scegliere chi votare, sempre e ovunque» – ribadivano dal Movimento 5 Stelle.

Alleanza Pd-M5S, anche Di Maio sembra essersene accorto

I voti nelle urne dei ballottaggi, tuttavia, non sono caduti dal cielo. E anche volendo ammettere che gli apparati dei due partiti fossero estranei a questo tipo di trattativa, allora dovremmo affermare che l’elettorato – di sua spontanea volontà – abbia scelto per quella che considerava l’alleanza più ‘naturale’, ovvero Pd-M5S contro il centrodestra con la Lega.

Lo stesso Luigi Di Maio sembra confermare questa impressione, dicendosi contento per la vittoria a Campobasso, ma affermando di non volerne fare un trofeo: «Se manderò un messaggio a Salvini con scritto bacioni da Campobasso? – ha detto a Radio Cusano Campus – Lasciamo perdere… Al M5S serve una riorganizzazione, siamo un po’ vittima della nostra stessa fissazione, le cose arrivano a me come capo politico e basta».

FOTO: ARCHIVIO/ANSA