Agguato a Napoli vicino alla scuola elementare: un morto

di Gaia Mellone | 09/04/2019

Agguato a Napoli vicino alla scuola elementare: un morto
  • Morto Luigi Mignano, 57 anni, e ferito il figlio Pasquale

  • Il nipotino è riuscito a scappare

  • La sparatoria avvenuta vicino alla scuola elementare e all'oratorio

Una sparatoria in pieno giorno, vicino alla scuola mentre i bambini stavano per entrare nell’istituto. La sparatoria avvenuta intorno alle nove di mattina a San Giovanni a Teduccio, Napoli, probabilmente opera della camorra, di fornire all’abitazione della famiglia Mignano. Morto il 57enne Luigi Mignano, mentre il figlio Pasquale, forse vero bersaglio dell’agguato è rimasto ferito. Incolume il nipotino, che è scappato.

Agguato a Napoli vicino alla scuola elementare, un morto

Il raid è avvenuto tra le 8.30 e le 9 della mattina, orario in cui nel quartiere di San Giovanni i bambini entrano nel vicino istituto Vittorino da Feltre. I due sicari hanno cominciato a sparare a bordo di uno scooter colpendo a morte Luigi e ferendo il figlio Pasquale, mentre questi stavano probabilmente accompagnando il bambino verso l’asilo. Luigi Mignano, da quanto si apprende, aveva già precedenti per estorsione e droga e secondo gli inquirenti era vicino al clan Rinaldi. Nessun precedente invece per il figlio Pasquale, che ha riportato ferite alla gamba ed è ora ricoverato all’Ospedale del Mare. La ricostruzione della vicenda fa pensare che al raid abbia assistito anche il piccolo di tre anni: vicino al corpo del nonno infatti è stato ritrovato uno zainetto di Spiderman. Il bambino quindi forse avrebbe assistito al raid.

Agguato a Napoli tra la scuola e l’oratorio: «La ferocia è aumentata»

L’agguato è avvenuto di fronte all’abitazione di Luigi Mignano, tra via Sorrento e via Ravello, a pochi metri dall’Istituto Vittorino da Feltre, nel cuore del Rione Villa e dalla chiesa San Giuseppe e San Giovanni di Lourdes. Il quartiere nell’area Est di Napoli è purtroppo una zona martoriata dalla lotta tra clan della criminalità organizzata. «Fino a stamattina eravamo fiduciosi che la situazione fosse migliorata, poi un agguato davanti ad un bimbo di tre anni, il nipote della vittima, ci ha fatto capire che la ferocia è aumentata» ha dichiarato Padre Modesto Bravaccino a Repubblica raccontando che al momento degli spari stava pregando nella cappella.

(credits immagine di copertina: ANSA / CIRO FUSCO)