Dicono che non ci sono discriminazioni LGBT in Italia, ma alla loro manifestazione due ragazze hanno denunciato un’aggressione

17/07/2020 di Gianmichele Laino

aggressione LGBT

Sputi e insulti. Due ragazze minorenni volevano manifestare il proprio dissenso rispetto alla manifestazione organizzata dai Pro Vita (a cui hanno partecipato anche Matteo Salvini e Giorgia Meloni), ma si sono trovate proprio nel bel mezzo del sit-in che contesta l’iter per il raggiungimento della legge anti omofobia. Tra la folla, tenendosi per mano, hanno denunciato un’aggressione, confermata anche da altri testimoni che si trovavano nell’area. A raccontare la notizia è stato il quotidiano La Stampa, ma anche le protagoniste hanno avuto modo di esprimere la proprio rabbia e la propria contrarietà rispetto a quello che stava accadendo sui social network.

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Aggressione LGBT a Roma mentre a Montecitorio si protestava contro il ddl Zan

Le due quindicenni lesbiche sarebbero state raggiunte da una persona sui quarant’anni che avrebbe iniziato a insultarle proprio per il fatto che si stavano tenendo per mano. «Un adulto che sputa addosso a una ragazzina, e per che cosa? – hanno riferito a La Stampa – Ma che cosa abbiamo fatto di male io e la ragazza mia?». Le due ragazze sono state difese da una terza minorenne che, vista la situazione, ha cercato di allontanare l’uomo dalle manifestanti.

Mentre tutto questo si stava verificando, nel corso della manifestazione dei Pro Vita, Giorgia Meloni, ma anche altri organizzatori, hanno affermato che ormai in Italia non ci sono discriminazioni contro gli omosessuali, citando i dati dell Oscad – l’osservatorio anti violenza istituito presso il ministero dell’Interno – che dimostrerebbero come le aggressioni legate a motivazioni sull’orientamento sessuale sono soltanto il 13% di quelle denunciate dal 2010 al 2018.

Aggressione LGBT a Roma, come sono andate le cose

La contro-manifestazione si stava svolgendo a pochi passi da piazza Montecitorio, in piazza Santi Apostoli, dove invece c’erano i Pro Vita. Tra le associazioni coinvolte nell’organizzazione dell’evento anche il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Uno dei suoi rappresentanti, Riccardo Russo, ci ha spiegato che le ragazze non erano le uniche a essersi recate in piazza Montecitorio: un gruppo di persone autorganizzate (e senza legami ufficiali con le associazioni che hanno organizzato la contro-manifestazione di piazza Santi Apostoli), infatti, pensava di poter esprimere civilmente il proprio dissenso direttamente ai manifestanti che stavano protestando contro il ddl Zan.

Il risultato è stato proprio lo scontro di cui abbiamo raccontato a inizio articolo: «Le ragazze – ha spiegato a Giornalettismo Riccardo Russo – hanno raggiunto la manifestazione di piazza Santi Apostoli dove ci hanno raccontato l’accaduto. Non solo loro, ma anche altre persone sono state allontanate dalla piazza perché appartenenti alla comunità LGBT. Forse sono stati troppo ottimisti nel pensare che, in una manifestazione in cui si professava la “libertà di opinione”, si potesse costruire un confronto civile».

Le ragazze, da un account Instagram utilizzato per promuovere la contro-manifestazione del 16 luglio, hanno poi scritto di getto parole di rabbia per quanto accaduto: «Immaginate sputare in bocca a una ragazzina o prendere a bastonate un altro ragazzo solo perché ama una persona del suo stesso sesso. Dite che siamo noi le persone contro natura, ma voi andate contro degli esseri umani, andate contro delle persone che non conoscete. Io vorrei che capiste che se fate queste cose non andate in paradiso: una persona non può essere libera di amare qualcuno senza per questo essere insultato o menato?».

aggressione LGBT

Nel corso delle Instagram stories, è stato riferito anche di un atteggiamento ostile delle forze dell’ordine che hanno allontanato i contromanifestanti dalla piazza: «Non potete capire la paura che provavo mentre passavo di fronte alle forze dell’ordine, perché ho letto il disprezzo nel loro sguardo. Avevo paura di passare davanti ai loro furgoni, perché magari mi tiravano sotto. Forse dirlo adesso fa ridere, ma in quel momento è stata la mia sensazione».

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