La pista degli investigatori sull’aggravante razziale per l’omicidio di Willy

Si stanno ascoltando i testimoni e si sta valutando il contesto di Artena

di Redazione | 08/09/2020

intervento Willy

L’articolo 604 ter del codice penale prevede, tra le aggravanti, anche l‘aggravante razziale: «Per i reati punibili con pena diversa da quella dell’ergastolo – si legge nel codice – commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso, ovvero al fine di agevolare l’attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i loro scopi le medesime finalità la pena è aumentata fino alla metà». Questo elemento, come tutti gli altri, viene valutato dagli inquirenti di Colleferro in merito alla morte di Willy Monteiro Duarte. 

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L’aggravante razziale per la morte di Willy al vaglio degli inquirenti

Partendo dalle testimonianze che sono state riferite questa mattina dal quotidiano La Repubblica e valutando il retroterra sociale di alcuni dei quattro aggressori, gli inquirenti non escludono questa pista. Secondo alcuni testimoni, infatti, nella mattinata di domenica 6 settembre, quando i quattro ragazzi ritenuti responsabili erano stati condotti in caserma, uno dei loro parenti avrebbe pronunciato la frase: «In fondo che hanno fatto di male? Hanno ucciso un extracomunitario».

Perché si sta sondando l’aggravante razziale

Inoltre, si stanno valutando anche altre testimonianze raccolte dagli amici di Willy, che hanno spiegato molto bene il contesto sociale con cui alcuni ragazzi della provincia di Frosinone si trovano a misurarsi. Un contesto che non esclude i pregiudizi di carattere razzista e che avrebbe potuto avere un’influenza sul gruppo di ragazzi che ha assalito Willy. Mentre Colleferro e Paliano risultano estranei a qualsiasi deriva razzista, pare che alcune visioni estremiste da questo punto di vista circolino abbastanza ad Artena, il paese d’origine di alcuni degli aggressori.

Quel che è certo è che alcuni commenti sugli account social testimoniano un rapporto non sano con la discriminazione razziale: circolano diversi screenshot, ad esempio, di frasi pubblicate sui social network dai fratelli Bianchi e diversi altri commenti di approvazione da parte di persone estranee al contesto in esame che hanno voluto manifestare la propria solidarietà agli aggressori di Willy Monteiro Duarte.