Perché si sta parlando della frase «in fondo era solo un extracomunitario» riferita a Willy

Federica Angeli su Repubblica riporta che queste parole sarebbero state pronunciate dai familiari degli aggressori

di Redazione | 08/09/2020

omicidio volontario Willy

Da questa mattina, sta circolando sui siti web di aggregatori di notizie e sui social network una frase che sarebbe stata attribuita ad alcuni parenti degli aggressori di Willy Monteiro Duarte. La frase in questione è «In fin dei conti cos’hanno fatto? Niente. Hanno solo ucciso un extracomunitario». Ma come nasce questa descrizione? Andiamo con ordine: i ragazzi fermati per l’omicidio Willy, infatti, erano stati portati in caserma dai carabinieri di Colleferro nelle prime ore della mattinata di domenica 6 settembre.

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Omicidio Willy, la frase «in fondo era soltanto un extracomunitario»

Un articolo di Federica Angeli su Repubblica descrive gli istanti in cui i quattro ragazzi fermati (Mario Pincarelli, Francesco Belleggia, Marco e Gabriele Bianchi) sono stati portati nella caserma di Colleferro. In quel momento, insieme a loro, c’erano anche i loro parenti, oltre agli amici di Willy. Sono questi i testimoni che avrebbero riferito – non soltanto alla giornalista che ha riportato questa conversazione, ma anche ai carabinieri che stanno indagando sull’omicidio del 21enne – di aver sentito pronunciare da un non meglio identificato parente degli aggressori la frase: «In fin dei conti cos’hanno fatto? Niente. Hanno solo ucciso un extracomunitario».

Il contesto della frase dopo l’omicidio Willy

Dal momento che, oltre a riportare le notizie, cerchiamo di dare spesso anche delle chiavi di lettura su come interpretarle, facciamo presente – per onestà intellettuale – che si tratta dell’unica fonte di questa frase. Pronunciata, tra le altre cose, in un contesto molto particolare, dove anche i testimoni che l’hanno riferita erano molto scossi da quello che era appena successo.

La fonte, in ogni caso, è stata ritenuta attendibile da una cronista sempre scrupolosa come Federica Angeli, che ha ritenuto opportuno inserirla nel testo del suo articolo. Da qui, Repubblica ha scelto il titolo per l’articolo in questione, dando ampio spazio di divulgazione all’informazione.