La proposta di legge della Lega: «Chi vuole abortire, trovi subito una famiglia disponibile all’adozione»

di Gianmichele Laino | 26/03/2019

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  • In vista del Congresso delle Famiglie, la Lega lancia la sua proposta di legge sull'aborto

  • Non vuole abolirla, ma vuole metterla in correlazione con le adozioni

  • Ecco i punti cruciali della proposta presentata da Alberto Stefani

Si avvicina a grandi passi il Congresso delle Famiglie di Verona e la Lega non vuole farsi trovare impreparata sui temi che verranno affrontati all’interno della tre giorni di incontri, organizzata con il patrocinio del ministero della Famiglia (che comunque ha chiesto il nulla osta a Palazzo Chigi). Alberto Stefani, molto vicino al ministro Lorenzo Fontana, ha appena depositato alla Camera una proposta di legge sull’aborto destinata a far discutere.

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Aborto, cosa propone la Lega per diminuire le interruzioni di gravidanza

La Lega – che ha presentato la proposta di legge con la firma di altri 50 deputati – non punta ad abolire la legge sull’aborto (ovvero la 194), ma punta a riconoscere la soggettività giuridica al feto già a partire dal momento del concepimento. In seguito a questo riconoscimento, quindi, sarebbe possibile adottare il bambino già prima della sua nascita. La proposta di legge, infatti, si prefigge come scopo – stando alle parole dei suoi firmatari – di «coniugare l’elevato numero di concepiti ‘indesiderati’ e il desiderio reale di coppie disponibili all’adozione».

Per semplificare, la Lega propone una legge che permette di istituire una sorta di elenco di famiglie già disponibili all’adozione a cui fare riferimento per le famiglie che intendono praticare l’aborto e scongiurare quest’ultimo passaggio. La donna, secondo la proposta, potrebbe «evitare l’interruzione volontaria di gravidanza in considerazione dell’immediato inserimento del nascituro in una famiglia adottiva».

Come funzionerà la proposta di legge della Lega sull’aborto

Le coppie inserite nell’elenco apposito non devono risiedere a una distanza superiore ai 500 chilometri rispetto al luogo di nascita del bambino e dovrebbero essere scelte da un decreto con rito abbreviato del tribunale dei minori. Ma la madre naturale del bambino ha tempo fino a sette giorni dopo la nascita per revocare l’adottabilità del neonato.

Stando a quanto riportato nella proposta di legge, l’iniziativa lanciata dalla Lega sull’aborto non mira alla cancellazione della legge ma a individuare «forme alternative all’interruzione volontaria di gravidanza, con un’efficace azione di prevenzione dell’aborto e una più ampia possibilità di accesso all’adozione. Il tutto senza comportare aumenti di spesa».

FOTO: ANSA/UFFICIO STAMPA BORGHEZIO

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