Scuola, sono 13 mila i lavoratori trovati positivi ai sierologici

La situazione è alquanto complessa e si riparte in salita

di Ilaria Roncone | 11/09/2020

Sono già 13 mila i lavoratori della scuola trovati positivi al sierologico sul 50% dei lavoratori che ha fatto il test. Mancano solo tre giorni alla riapertura delle scuole in tredici regioni (quelle che non hanno scelto di posticipare) e «ogni minuto è prezioso», come ha affermato il presidente dell’associazione nazionale presidi Antonello Giannelli. I numeri – e non solo quelli dei lavoratori scuola sierologico – raccontano bene tutti i problemi che la scuola italiana sta affrontando: «Mancano circa 5 mila aule, almeno 2,2 milioni di banchi: in molte scuole gli studenti dovranno mantenere la mascherina anche da seduti».

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Cosa succede ai 13 mila lavoratori scuola sierologico

Circa il 50% dei docenti e dei collaboratori che orbitano attorno al mondo della scuola si è sottoposto al test sierologico. Tra questi è il 2,6% ad essere risultato positivo – ovvero 13 mila persone – e ognuno non entrerà a scuola fino a che il tampone Covid non darà esito negativo. Il test non è obbligatorio ma – per ragioni ovvie – altamente consigliato per garantire una ripartenza nella massima sicurezza. La sola regione che lo ha reso un requisito necessario per rientrare tra i banchi, non con poche polemiche, è la Campania.

 

Il problema dei banchi

Oltre alla mancanza di spazi per permettere agli studenti di seguire senza mascherina c’è anche il problema dei banchi. I piani erano – entro l’inizio dell’anno scolastico – consegnare in tutta Italia 200 mila banchi ma Arcuri ha assicurato che entro il mese di ottobre ne verranno consegnati 2,4 milioni. Considerato i numeri e il fatto che i ragazzi inizieranno a seguire le lezioni sembra alquanto difficile realizzare questo piano senza andare a ledere sulle normali attività scolastiche e sugli orari, già modificati per la mancanza di personale. Il ministero dell’Istruzione parla di 60 mila supplenti ancora da nominare, la Cisl rilancia con numeri diversi: «Sono 206 mila le caselle da riempire». Le nomine sono partite ieri dagli uffici provinciali scolastici e c’è ance la questione dei «prof fragili», posti vacanti che potrebbe esserci l’ulteriore necessità di coprire.