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Roberto Giachetti: «Massimo Bray alle Elezioni Roma 2016? Tafazziano»

«Aveva detto che non si sarebbe mai speso per una candidatura divisiva, quindi sarebbe singolare che lo facesse ora»: Roberto Giachetti, in una breve intervista sul Corriere della Sera, prende posizione nei confronti della – per ora solo presunta – candidatura di Massimo Bray alle Elezioni 2016: un nome che potrebbe convogliare sia i delusi della sinistra dalla corsa di Stefano Fassina, sia i delusi dal Pd dalla vittoria del vicepresidente della Camera. Tutto da vedere, tutto da chiarire, e però il cambiamento sembra in agguato.

ROBERTO GIACHETTI: «MASSIMO BRAY ALLE ELEZIONI ROMA 2016? TAFAZZIANO»

Come d’altronde a Napoli dove, dice Giachetti, è necessario fare chiarezza su quanto accaduto e denunciato dal video di Fanpage.it su presunti brogli alle primarie.

«Non conosco la vicenda napoletana, ma, per il bene delle primarie bisogna che il partito faccia subito chiarezza»
Come? In Liguria furono annullati i voti di molti seggi. 
«Io, come è noto, sono un garantista, quindi non emetto sentenze. E’ il comitato che deve verificare cosa è accaduto e in che contesto. E’ già 48 ore che se ne parla e non si può rimanere appesi troppo a lungo»

 

Anche a Roma, gli fa notare Alessandro Trocino, c’è molto da chiarire.

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E sopratutto, dice Giachetti, queste dinamiche si ripeteranno fino a che non sarà patrimonio comune una vera legge sulle primarie, come quelle americane.

«A Roma non si trattava di un problema di credibilità. Abbiamo fatto parecchie stupidaggini, quindi i votanti sono diminuiti. Ma non lo considero un flop»
(…)
Si possono evitare questi «errori»?
«Finché non saranno regolate per legge, non tutti i problemi saranno risolti. Ci sarà stato qualche errore, i rom e altro, però ricordiamoci che decine di migliaia di persone escono di casa, vanno a un gazebo e pagano due euro. Io dico: signori, chapeau. Altrimenti si finisce al solito discorso per cui se un politico ruba, son tutti ladri, se uno va a timbrare un cartellino in mutande son tutti fannulloni. Sarebbe utile un albo degli elettori, come nell’adorata America. Lì funzionano e sono regolate per legge: vidi quelle tra Obama e Clinton nel 2008 e furono uno spettacolo straordinario»

 

E, per chiudere, appunto, un commento sull’ipotetica candidatura di Massimo Bray a Roma.

A Roma forse la sfida Bray.
«Aveva detto che non si sarebbe mai speso per una candidatura divisiva, quindi sarebbe singolare che lo facesse ora. Ad atteggiamenti tafazziani non siamo nuovi: in Liguria è successo, con Cofferati. Se poi vogliono far vincere i grillini si assumano le loro responsabilità»