Feltri chiede all’Ordine dei Giornalisti di difenderlo da Ruotolo e Borrometi

di Gianmichele Laino | 24/06/2019

Vittorio Feltri
  • Vittorio Feltri aveva detto che Montalbano è un "terrone rompicoglioni"

  • I giornalisti Ruotolo e Borrometi hanno avviato una sua raccolta firme per la radiazione dai giornalisti

  • L'editorialista di Libero scrive a Carlo Verna, presidente dell'Ordine dei Giornalisti

«È stato come se avessi dato della zoccola a Cappuccetto Rosso». La frase lapidaria di Vittorio Feltri viene inserita all’interno di una lettera aperta che l’editorialista di Libero rivolge direttamente a Carlo Verna, presidente dell’Ordine dei Giornalisti. In questa missiva, Feltri chiede al presidente OdG di difenderlo dalle accuse di Sandro Ruotolo e di Paolo Borrometi che, nei giorni scorsi, avevano dichiarato la loro autosospensione dall’albo, in seguito alla frase di Vittorio Feltri su Andrea Camilleri – colto da malore – e il suo personaggio, il Commissario Montalbano definito «terrone rompicoglioni».

Vittorio Feltri scrive una lettera all’ordine dei Giornalisti

Feltri dice che con quella frase non ha assolutamente offeso Andrea Camilleri, ma semplicemente il suo personaggio che – essendo inventato – non può essere ritenuto una figura in carne e ossa contro cui scagliarsi. «Proprio come dare della zoccola a Cappuccetto Rosso», appunto. In più, sostiene Feltri, l’utilizzo del termine terrone è stato fatto nella sua accezione scherzosa e non offensiva. In ogni caso, ci ha tenuto a precisarlo, nei confronti di Camilleri c’è stato solo un elogio.

Commentando la raccolta firme lanciata da Ruotolo e Borrometi (che ha già raccolto oltre 70mila adesioni), Feltri scrive: «Ottima iniziativa, sarebbe stato più corretto se si fossero dimessi, ma a me non importa. A me di essi (sic) non frega niente».

Vittorio Feltri nega la responsabilità sui titoli di Libero

Inoltre, Vittorio Feltri scarica anche le responsabilità sui titoli (da ‘Patata Bollente’ a ‘Bastardi Islamici’) delle aperture di Libero. «Io sono direttore editoriale di Libero – dice Feltri – e non responsabile. Quindi non rispondo dei contenuti del giornale che non abbia scritto io. Quei titoli non sono definizioni mie, ma sintesi espressive – opera dell’ingegno altrui – non attribuibili a me e di cui non posso appropriarmi».

Pertanto, Feltri ritiene che le affermazioni di Paolo Borrometi e di Sandro Ruotolo siano delle falsità che andrebbero sanzionate. E chiede a Carlo Verna di difenderlo.

FOTO: ANSA / ETTORE FERRARI