Raggi: «Nella nomina di Renato Marra, il fratello Raffaele non ha avuto alcun potere»

di Redazione | 25/10/2018

raggi marra
  • Per Raggi Marra si limitava solo a firmare un atto

  • La sindaca sostiene di aver saputo solo dopo saputo solo dopo dell' incontro in cui si indicò la nomina

  • In caso di condanna Raggi si dimetterà

«Nella nomina di Renato Marra, il fratello Raffaele non ha avuto alcun potere decisionale. Si è limitato ad eseguire una mia direttiva nell’ambito della procedura di interpello per i nuovi dirigenti. Il suo fu un ruolo compilativo». Ad affermarlo la sindaca Virginia Raggi nel corso dell’interrogatorio nel processo che la vede imputata per falso.

«Raffaele Marra non aveva potere decisionale – ha detto Raggi -. Lui si limitava solo a firmare un atto e dunque secondo me non era necessario si astenesse».
«In quella nomina non c’erano anomalie – ha aggiunto la sindaca -. Marra ha pedissequamente ratificato le mie decisioni». La 5 stelle ha aggiunto che anche oggi riscriverebbe la stessa cosa all’Anticorruzione e afferma di aver saputo solo dopo dell’ incontro tra l’ex assessore Adriano Meloni, il responsabile del personale Antonio De Santis e Raffaele Marra in cui quest’ultimo fece il nome del fratello Renato. «Devo dire però che Meloni si prese subito la paternità della scelta di Renato Marra e la difese anche dopo che il caso finì all’attenzione della stampa», ha detto la sindaca.

 

(Foto: ANSA / GIUSEPPE LAMI)