Verona, tonno e cracker alla mensa della scuola elementare per la figlia dei morosi 

di Gaia Mellone | 08/04/2019

veglia
  • I genitori della bimba non erano in regola con i pagamenti dei buoni pasto

  • Alla mensa della scuola alla bambina è stato servito un misero pranzo: tonno in scatola e cracker

  • Secondo l'amministrazione si tratta di una forma di correttezza verso le famiglie che pagano

Non potevano permettersi la retta della mensa e a pagarne le conseguenze è stata la figlia, che per pranzo si è vista servire tonno in scatola e un pacchetto di cracker. Succede a Minerbe in provincia di Verona, ma il sindaco si difende: «Forma di rispetto per chi paga».

LEGGI ANCHE > Il sindaco di Verona non vuole Di Maio al Vinitaly

Verona, Tonno e cracker alla mensa della scuola elementare per la figlia dei morosi

I genitori della piccola, che sono di origine straniere, non erano in regola con il pagamento dei buoni pasto. Dopo diversi solleciti, i gestori della mensa della scuola elementare hanno deciso di concerto con il Comune di passare ai fatti: alla piccola sono stati serviti una scatoletta di tonno e un pacchetto di cracker per pranzo. La bambina, turbata, ha cominciato a piangere vedendo il trattamento riservatole mentre i suoi compagni consumavano pasti normali.

«Una forma di correttezza verso le famiglie che pagano»

Non sarebbe la prima volta che la scuola prende una posizione cosi netta, tanto che, secondo quanto riporta l’Arena, delle insegnanti in altre occasioni avrebbero rinunciato al loro pasto per cederlo «ai bambini indigenti». L’amministrazione comunale però difende la decisione: «Umanamente siamo molto dispiaciuti per quanto accaduto» ha dichiarato Massimo Momi, vicesindaco con delega alle politiche famigliari, chiarendo che«si è trattato di un caso limite, ma dobbiamo essere corretti anche nei confronti di tutte le famiglie che pagano regolarmente la mensa». La segreteria provinciale del Partito Democratico invece ha criticato aspramente l’amministrazione del sindaco leghista Andrea Girardi, sottolineando che «se il Comune intende colpire eventuali furbetti» dovrebbe mettere «in atto le procedure per rivalersi eventualmente sui genitori e non sui bimbi», e considera «inaccettabile» la motivazione espressa dal vicesindaco.

(Foto da archivio Ansa generica di bambini a scuola. Credit: ANSA / UFF STAMPA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO)

TAG: Verona