Vauro risponde a Salvini: «Sono un giullare, ma non il tuo giullare»

I due hanno avuto modo di confrontarsi nel corso della trasmissione L'Aria che tira - speciale del 13 settembre

di Gianmichele Laino | 14/09/2020

Vauro giullare

Metti Vauro e Salvini nella stessa trasmissione e ci sarà sicuramente un momento di quest’ultima in cui i due avranno un confronto decisamente rusticano. Nel corso della puntata speciale di L’Aria che Tira andata in onda nella serata del 13 settembre, Vauro ha avuto modo di proporre in diretta alcune vignette su Salvini, poco dopo l’intervento del leader della Lega.

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«Vauro giullare, ma non il tuo giullare»: la risposta a Salvini

Due le tavole proposte dal noto vignettista. La prima riguardava il rientro a scuola. Matteo Salvini, che spesso si vanta del suo ruolo di papà, chiede ai suoi figli chi porti i pantaloni in casa. I due bambini raffigurati nella vignetta rispondono: «La Meloni!». Nella seconda vignetta, invece, si affronta il tema della Lombardia Film Commission e dell’acquisto di un immobile molto contestato da parte di tre commercialisti vicini alla Lega (su cui sono in corso delle indagini). Matteo Salvini è al cinema per la visione del film I tre commercialisti. Gli si avvicina una maschera che gli chiede se desidera pop-corn, domanda che lo mette a disagio sulla sua poltroncina.

Matteo Salvini non apprezza le vignette di Vauro

Mentre Vauro Senesi mostra queste vignette, Matteo Salvini appare alquanto contrariato. E a ogni pausa fatta dal vignettista non perde l’occasione di mostrarsi in disaccordo: «Posso dire che a me Vauro non fa ridere?» – attacca Salvini sperando di poter sviare l’attenzione dal fulcro delle vignette. Tuttavia, Vauro non si lascia scappare l’occasione per rispondere: «Vedi Salvini, io sono un giullare. Ma non sono il tuo giullare».

La risposta, evidentemente, non basta al leader della Lega, che continua a sovrapporsi dal suo collegamento. «Perché dobbiamo trasformare in questo modo temi seri? Stiamo parlando della scuola, ci sono bambini di una stessa famiglia che andranno in classe a orari diversi, chi con la mensa e chi senza. Vogliamo parlare di questi problemi?». Sì, ma il senso di quel momento della trasmissione era proprio affrontare quegli stessi temi in chiave ironica. Cosa che, evidentemente, non è risultata gradita al leader della Lega.