La nuova fotografia sul turismo italiano

di VoloGratis | 22/05/2020

Nei due mesi dal lockdown ho assistito in prima persona sul mio blog di viaggi a un calo consistente dell’interesse degli italiani verso il viaggio, per ovvi motivi in primis l’incertezza sul futuro della pandemia. Viaggiatori, imprenditori e operatori turistici si interrogano però in questo periodo sul futuro del settore turistico che con l’indotto rappresenta il 13% del PIL nazionale. Si rincorrono purtroppo le notizie di grossi tagli al personale adottati da grossi attori come Airbnb e Ryanair. Cosa succederà in Italia? Le prospettive non sono ovviamente rosee, ma il bollettino dell’Agenzia nazionale italiana del turismo (ENIT) pubblicato il 7 maggio 2020, a due mesi esatti dall’inizio del lockdown, riporta un’interessante fotografia sulle prospettive turistiche post emergenza.

L’Italia ha ritrovato unità nazionale

Il primo dato che emerge è l’aumento del sentiment positivo sui social derivato dalla ritrovata unità nazionale di fronte alla tragedie sanitarie ed economiche causate dalla pandemia. Nel periodo tra il 18 marzo e il 30 aprile si sono contate un totale di 617,4 mila menzioni dell’Italia di cui 32,6 mila sul web e 584,8 mila sui social, producendo 186,4 milioni di interazioni valutabili in 331 milioni di euro di campagna promozionale ma del tutto spontanea. Vedremo poi se il bonus vacanze darà una spinta al turismo interno e se l’apertura delle frontiere porterà un qualche flusso turistico estero.

Tra aprile e maggio sono aumentate le ricerche delle parole legate al turismo

Altro dato incoraggiante è che nelle due settimane a cavallo tra la fine di aprile e gli inizi di maggio si è verificata una crescita dell’incidenza percentuale delle parole legate al turismo, il che significa che nonostante il periodo pandemico l’italiano abbia comunque il desiderio di tornare alla quasi normalità e inizia a pensare nuovamente alle vacanze, tenendo però conto della diminuita capacità di spesa e di tutto ciò che concerne il distanziamento sociale e le regole sanitarie da seguire sia per il turista che per le strutture e i mezzi di trasporto. La situazione aeroportuale estiva mostra però dati scoraggianti ma con un equilibro tra i diversi Paesi dell’Unione Europea.

L’incertezza sulla riapertura delle frontiere incide sulle prenotazioni

Al momento del report in Italia si contano 407 mila prenotazioni (un -68,5% rispetto all’anno precedente), in Spagna 403 mila (-63,7%) e in Francia 358 mila (-66,3%), dovuto in particolar modo all’incertezza sulla riapertura delle frontiere e sul protrarsi dell’emergenza negli altri Paesi. Si rileva inoltre che gli arrivi aeroportuali nel periodo che va dal 1° gennaio al 26 aprile hanno subito un calo del -63,4% rispetto allo stesso periodo del 2019 (dato che sale a -94,7% nei mesi di marzo e aprile).
Un altro segnale che lascia ben sperare è quello che registra una minore disponibilità di posti letto per le strutture che riapriranno, con il prezzo medio delle camere in vendita sulle OTA (Online Travel Agencies) che sta risalendo rispetto al calo registrato tra febbraio e marzo.
L’analisi degli scenari economici a breve termine indica comunque un recupero completo nel prossimo triennio durante il quale il settore non solo recupererà i volumi del 2019, ma li supererà con un totale di visitatori del +4% grazie anche al turismo domestico. Speriamo anche prima del previsto!