Turchia: è cominciato il declino di Erdogan?

di Daniele Tempera | 01/04/2019

Trump Erdogan
  • Nelle elezioni amministrative di ieri il "Sultano" perde Ankara dopo 25 anni ed è sotto anche a Istanbul

  • Prima del voto Erdogan aveva definito il voto come "Una questione di sopravvivenza"

  • Esulta l'opposizone: "La gente ha votato in favore della democrazia"

Sono solo elezioni locali, ma le sconfitte sono di quelle che lasciano il segno. Nelle consultazioni amministrative di ieri, L’AKP, il partito di Erdogan, ha perso infatti la capitale Ankara e Istanbul, conquistate entrambe dal Partito Popolare Repubblicano (laico, di impostazione socialdemocratica). Il voto amministrativo ha fatto segnare battite d’arresto per il “Sultano” anche in città come Smirne e Antalya, mentre nel sud est dell’Anatolia le forze filocurde riconquistano molti centri.

Le elezioni amministrative per Erdogan: una “questione di sopravvivenza”

A rendere ancora più significativa la debacle sono le dichiarazioni dello stesso Erdogan che, dopo mesi di intensa campagna elettorale e presenza mediatica, aveva definito il voto amministrativo come “una questione di sopravvivenza”. E se la sconfitta ad Ankara è un discreto shock per il partito conservatore del presidente, basato sulla tradizione dell’islam politico, la perdita di Istanbul rappresenta un colpo ancora più duro. La città del Bosforo, grande tre volte la Capitale, è il vero centro economico turco e qui, negli anni ’90, Erdogan ha cominciato la sua ascesa politica come sindaco, mentre ad Ankara il suo partito dominava incontrastato da ben 25 anni.

“La gente ha votato in favore della democrazia, hanno scelto la democrazia” ha dichiarato, a caldo, il leader dell’opposizione Kemal Kilicdaroglu. Di certo molti osservatori sottolineano come la crisi economica abbia agito da detonatore alla disfatta elettorale del Presidente turco, tanto quanto il rapido sviluppo economico è stato, in passato, la base del suo consenso. La crisi della moneta, il rallentamento economico e ora la recessione (sancita dalle stime del quarto trimestre), l’inflazione galoppante e l’alto tasso di disoccupazione sono sicuramente fattori che hanno frenato il partito di Governo. È presto per capire se queste elezioni, come qualche osservatore sottolinea, assumeranno una portata storica,decretando la fine dell’era Erdogan. Di certo da domani la strada del “Sultano” è sicuramente in salita. Il vento sta cambiando velocemente a est del Bosforo.