Trump fa scattare le sanzioni i contro l’Iran, ma Rouhani replica : «Le infrangeremo»

Lo aveva annunciato in conferenza stampa e anche sui social, citando il trono di spade: «Le sanzioni stanno arrivando» – sanctions are coming, come l’inverno. Donald Trump dopo essersi ritirato dall’Intermediate-Range Nuclear forces (INF) ha reintrodotto le sanzioni contro l’Iran che Barack Obama aveva cancellato nel 2015. Ma il presidente iraniano Hassan Rouhani non ci sta.

Donald Trump contro l’Iran e quella citazione sgradita ad HBO

«Sanctions are coming». Le sanzioni stanno arrivando. La citazione è chiara, anche nella scelta del font usato sui social: le sanzioni sono come l’inverno del Trono di Spade. Una scelta che ha fatto ridere molti americani su twitter e ha scatenato l’indignazione di HBO, che su twitter aver a scritto «Come si dice, in Dothraki, uso improprio di un marchio registrato?». Il tweet di disaccordo è stato seguito da una dichiarazione ufficiale di un portavoce Hbo, che ha fatto sapere che la produzione «non era conoscenza di questo messaggio e preferiremmo che il nostro marchio commerciale non sia usato per scopi politici».

Al di là delle trovate pubblicitarie, l’annuncio è estremamente rilevante. Da oggi 5 novembre sono ufficialmente state riattivate anche le ultime sanzioni contro l’Iran. Ad agosto era stato reintrodotto il primo gruppo, che vietavano qualsiasi transazione con l’Iran effettuata in dollari, oro, metalli preziosi, acciaio, alluminio, aerei passeggeri e carbone, e bloccavano anche l’importazione negli Usa di tappeti e prodotti alimentari iraniani. Una decisione che Mike Pompeo aveva giustificato come una mossa per spingere Teheran a cambiare atteggiamento, sostenendo che grazie all’accordo firmato da Obama l’Iran aveva sfruttato le risorse finanziarie per sostenere il regime di Assad in Siria rifornire di armi i ribelli sciiti houthi nello Yemen. Le sanzioni sul nucleare quindi, erano un disastro annunciato.

Trump riattiva le sanzioni all’Iran, stavolta colpendo il settore energetico

Secondo l’Unione Europea, l’accordo di Obama è uno dei pilastri degli equilibri in Medio Oriente, ma Donald Trump non vuole ascoltarli, avendo sempre definito l’accordo «orribile», eccessivamente permissivo nei confronti dell’Iran e sopratutto sconveniente per gli Usa. Ora sotto la mannaia sarà il settore energetico iraniano, con il rischio – forse meglio parlare di grande probabilità – di mettere in ginocchio il sistema finanziario del paese. Il presidente iraniano Hassan Rouhani già al primo giro di vite aveva detto di non essere disposto a cedere, parlando di «guerra psicologica», e promette di non ascoltare The Donald neanche a questo secondo giro: «Gli Stati Uniti vogliono ridurre a zero le vendite di petrolio dell’Iran – ha scritto in una nota ufficiale –  Ma continueremo a vendere il nostro petrolio e violare le sanzioni». Parlando con la stampa Rouhani ha aggiunto che quella messa in piedi da Trump è «una guerra economica contro l’Iran, ma gli Stati Uniti devono capire che non possono usare un linguaggio di forza contro l’Iran» e promette che gli iraniani sono «pronti a resistere a qualsiasi pressione». Per continuare a citare il mondo del trono di spade, nello specifico Jon Snow «Prima lezione: infilzali con la parte aguzza». 

(credits immagine: Rouhani  © Lev Radin/Pacific Press via ZUMA Wire ; Donald Trump: immagine condivisa su twitter dall’account ufficiale)

 

 

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