Trump riapre la porta a Huawei, ma resta «un pericolo»

di Gaia Mellone | 24/05/2019

Trump riapre la porta a Huawei, ma resta «un pericolo»
  • Donald Trump per la prima volta ipotizza l'inclusione di Huawei nell'accordo commerciale con la Cina

  • Il Tycoon ha però ribadito che l'azienda cinese resta «molto pericolosa»

  • Lo scorso venerdì il bando contro Huawei sulla componentistica

Potrebbe cominciare a tirare un vento positivo tra Donald Trump e Huawei. Dopo l’imposizione del bando contro il marchio di telefonia cinese e i dazi sugli scambi commerciali con Pechino, il Presidente ha incluso Huawei in un possibile largo accordo con Pechino, pur continuando a definirli un pericolo.

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 Trump riapre la porta a Huawei, ma resta «un pericolo»

È la prima volta che Donald Trump accenna alla possibilità di includere Huawei nelle negoziazioni con Pechino. Durante il discorso dalla Casa Bianca, il Presidente ha ribadito che  «Huawei è molto pericoloso, basta guardare a quello che hanno fatto dal punto di vista della sicurezza, da un punto di vista militare. Molto pericoloso». Dichiarazioni in linea con quelle fatte in precedenza, salvo poi la novità: «Ma è possibile che il caso Huawei sia incluso in un’intesa commerciale. Se abbiamo un’intesa, vedo Huawei inclusa in un modo o nell’altro».

Una frase che sembra quasi in contraddizione. Da un lato la crociata di Donald Trump contro l’azienda cinese, dall’altro la necessità di rassicurare i mercati. L’annuncio infatti è stato fatto all’interno della presentazione di un piano di aiuti del valore di 16 miliardi di dollari destinato agli agricoltori americani che sono rimasti danneggiati dalle tensioni commerciali che corrono ora tra Stati Uniti e Cina. Resta il fatto che il bando imposto lo scorso venerdì’ a Huawei inserendo il marchio nella “black list”, impedendo quindi alle aziende americani di vendergli componenti senza un’apposita licenza, non è stato revocato. La Casa Bianca ha però concesso 90 giorni di tempo alle aziende usa per organizzarsi e adattarsi alle nuove regole. L’obbiettivo finale resta comunque quello di spingerle ad abbandonare i rapporti commerciali con Huawei, che comunque rimane il secondo marchio al mondo nel mercato della produzione e vendita di smartphone.

(Credits immagine di copertina:© Ting Shen/Xinhua via ZUMA Wire)