La storia che c’è dietro alla pagina Trashbiccis
Filippo Giudice è riuscito a tirare su un vero e proprio polo di opinione influente nelle notizie di gossip e tv

Immaginate di essere un bambino di nove anni che sogna, da grande, di diventare un professore di letteratura italiana. Che se ne va sulla veranda di nonna Dora a immaginarsi di fronte a una classe di 15-16 alunni, a fare l’appello con nomi e cognomi inventati che poi sono diventati – settimane dopo settimane – persone immaginarie ognuno con una propria storia scolastica. Pensate poi a quel bambino, un po’ di anni dopo, che scopre di avere un vero e proprio talento per i meme e che lo mette in pratica su una pagina Facebook da 4mila followers che si occupa di sottolineare gli aspetti più curiosi degli incontri di wrestling. Quel bambino diventa uomo: Filippo Giudice nasce, professionalmente parlando, come articolista freelance, in ambito gossip/intrattenimento/tv/serie tv e musica. Poi, s’inventa @trashbiccis, con il suo successo certificato da oltre 500mila followers. È tra le pagine italiane d’opinione sul mondo della tv, dello spettacolo e del gossip più influenti.
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Cosa fa Trashbiccis e cosa pensa del mondo del web
Energie positive da mandare all’universo, per fare in modo che queste ultime – prima o poi – tornino indietro. Un po’ come sostiene Barbara D’Urso, che è stata una delle prime fonti di ispirazione per Filippo Giudice e per il suo progetto. Un progetto che si sviluppa sui social network: meme, video, freddure, l’abbinamento perfetto tra una frase e un’espressione del volto. Scorrendo il suo feed, ci sono i grandi classici della televisione di intrattenimento made in Mediaset, ovviamente, ma – nell’ultimo periodo – c’è posto anche per Reazione a Catena, targato Rai. La televisione, del resto, è nazionalpopolare, unisce, traccia una linea dritta: piace a tutti e tutti se ne interessano. Tutti, attraverso i contenuti proposti da Trashbiccis, riescono a commentarla con il sorriso.
Ovviamente, sul web ci sono anche delle deviazioni. A volte manca quella che Filippo definisce “l’etica del giudizio”, con gli utenti che credono di poter sputare sentenze senza conoscere le persone, pazienti di una vera e propria pandemia digitale, che porta a criticare a tutti i costi. Ma nulla potrà mai allontanare Filippo dalla sua creatura, Trashbiccis, e da tutto quello che ha creato. Si fa così quando si costruisce – mattoncino dopo mattoncino – una piccola icona dei tempi moderni.