Di Maio scrive a Le Monde e non si risparmia la gaffe: «La tradizione democratica millenaria della Francia»

di Gianmichele Laino | 08/02/2019

tradizione democratica millenaria
  • Luigi Di Maio ha inviato una lettera a Le Monde

  • Ha spiegato perché ha voluto incontrare i gilet gialli francesi

  • La missiva è condita da una gaffe sulla tradizione democratica millenaria del Paese

Luigi Di Maio prova a gettare acqua sul fuoco della crisi diplomatica tra Francia e Italia. Lo fa, armato di buone intenzioni, scrivendo una lettera a Le Monde, uno dei principali quotidiani francesi, in cui ha cercato di spiegare le motivazioni che hanno spinto lui, vicepremier e ministro della Repubblica, a incontrare alcuni esponenti del movimento dei gilet gialli. L’ultimo gesto di una strategia della tensione che ha portato Parigi a richiamare l’ambasciatore francese a Roma.

Tradizione democratica millenaria, la gaffe di Di Maio sulla Francia

Ma un passaggio della sua lettera risulta essere controverso e condito dalla solita e proverbiale gaffe:

la première chose que je voudrais répéter avec force, c’est que l’Italie et le gouvernement italien considèrent la France comme un pays ami et son peuple, avec sa tradition démocratique millénaire, comme un point de référence, au niveau mondial, dans les conquêtes des droits civils et sociaux

Che tradotto suona così: «La prima cosa che vorrei ripetere con forza è che l’Italia e il governo italiano considerano la Francia come un paese amico e il suo popolo, con la sua tradizione democratica millenaria, come un punto di riferimento mondiale nella conquista dei diritti civili e sociali». Bene la prima parte, male la seconda.

La Francia non ha una tradizione democratica millenaria. Potremmo dire che nessun Paese al mondo ha una tradizione democratica millenaria, se si fa eccezione per la Grecia e se si allarga di molto il concetto di democrazia. La Francia è stata governata da un monarca assoluto fino al 1789, anno della rivoluzione francese, che tutti – nelle scuole e non solo – conoscono a memoria. Dopo la rivoluzione, c’è stato il periodo del regime napoleonico e soltanto dalla cosiddetta Terza Repubblica in poi Parigi si è potuto scrollare di dosso l’impronta dell’assolutismo e della monarchia, arrivando a fregiarsi di un sistema costituzionale davvero democratico.

Il contenuto della lettera di Di Maio a Le Monde

Tuttavia, Luigi Di Maio sembra ignorare questo aspetto. La gaffe non sarà passata inosservata ai commentatori francesi che in questi minuti stanno leggendo la replica del vicepremier italiano su Le Monde.

Nel resto della missiva, Di Maio ha spiegato che guarda alla Francia come a una sorta di «stella polare dei diritti economici e sociali in Europa: «Ho voluto incontrare esponenti dei gilet gialli e della lista Ric – ha detto Di Maio -, perché credo che il futuro della politica europea non sia più nei partiti di destra e di sinistra, sopratutto diffidando da quei partiti di destra e di sinistra in Europa che dicono di essere “nuovi” ma hanno una tradizione in alcuni casi addirittura famigliare. In Italia guardiamo con molta attenzione e rispetto a quello che sta succedendo in Francia e cerchiamo come governo italiano di prendere ogni giorno iniziative volte a ricostituire i diritti dei cittadini, invertendo la rotta rispetto al passato che basava l’azione politica sul togliere diritti e possibilità economiche ai più deboli per darli ai grandi potentati economici.Questo perché vogliamo che la qualità della vita sia migliore per i cittadini. Riteniamo, infatti, che dove c’è equilibrio, i conflitti possano diminuire».

Basterà questa spiegazione per distendere i toni? O i francesi si concentreranno sulla gaffe della loro storia democratica millenaria?