La vera storia del «tirocinio pagato per i profughi» con i soldi della Provincia di Trento

di Redazione | 28/08/2015

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Al grido di «prima gli italiani», la Lega Nord del Trentino ha denunciato, con un post pubblicato su Facebook sabato scorso, che ai rifugiati ospitati nella provincia di Trento sono offerti tirocini formativi retribuiti.

QUESTIONE PROFUGHI:GIOVANI TRENTINI DISOCCUPATI; PROFUGHI AL LAVORO PAGATI DALLA PROVINCIA!Ci è giunta notizia che in…

Posted by Lega Nord Trentino on Giovedì 20 agosto 2015

 

LA SOLITA BUFALA CONTRO GLI IMMIGRATI –

Si tratta invece dell’ennesima bufala che millanta la concessione di privilegi a immigrati e richiedenti asilo. La Repubblica degli Stagisti ha ricostruito i termini esatti dalla vicenda e scoperto che:

 Ciò significa che è vero che la Provincia ha attivato dei tirocini, ma a costo zero per l’ente locale: «I richiedenti asilo o i rifugiati usufruiscono già di alcuni benefici, come vitto, alloggio, in alcuni casi denaro: la Provincia non c’entra nulla, sono soldi erogati dallo Stato». A favore di queste persone, spiega ancora Valentina Merlo alla Repubblica degli Stagisti, «il Cinformi attiva dei tirocini di otto settimane, assolutamente non retribuiti, che riguardano mansioni artigianali come pasticcere, panettiere, aiuto cuoco, elettricista, e così via, durante i quali i partecipanti ricevono una formazione adeguata e imparano le basi della lingua italiana. C’è poi la possibilità di prorogare questi tirocini per un periodo massimo di 12 mesi e in questo caso chiediamo all’azienda di erogare una borsa di tirocinio, che può variare da 300 a 600 euro, a seconda dell’impegno e del tipo di lavoro. Chi ottiene la borsa, automaticamente rinuncia a ricevere i benefici derivanti dal suo status».

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LA REALTÀ DEL TRENTINO E LE FANTASIE DEI LEGHISTI –

La discussione, è bene ricordarlo, avviene in una provincia autonoma che gode del più basso tasso di disoccupazione del paese e di un welfare tra i migliori, che evidentemente molti considerano scandaloso condividere con i nuovi arrivati.

(Photocredit copertina: ANSA – immagine di repertorio)