Al Tg1, il monologo sulla «cultura del gender che fa perdere identità, un po’ come nei regimi»
Il conduttore Francesco Giorgino ha fatto intervenire il giornalista Alessandro Barbano

Da qualche tempo, il Tg1 ha deciso di dare spazio – all’interno della sua edizione serale delle 20, quella più vista e più attesa dal pubblico televisivo – a interventi quasi “editoriali”, opinioni di giornalisti ed esperti su alcuni dei temi più caldi del momento. In seguito a tutte le polemiche della giornata di ieri intorno alla bufala – che ha persino costretto la Commissione Europea a fare un passo indietro su un codice di comunicazione interno, per i suoi dipendenti – dell’Europa che vuole abolire la parola Natale, la testata principale della rete ammiraglia ha deciso di dare voce al giornalista Alessandro Barbano, che ha detto la sua in un minuto e mezzo (su un’edizione che – grosso modo – oscilla sempre intorno ai 30 minuti), sulla cosiddetta “teoria del gender“.
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Tg1 sul gender, l’intervento di Alessandro Barbano
«È una ideologia quella che si è affermata in occidente, che ha una grande promessa: l’idea di un mondo pacificato e senza violenza. Si realizza in tutti gli ambiti della vita, è un’ideologia totalitaria e si realizza eliminando le differenze che sarebbero fonte di discriminazione e di potere. Ma eliminando le differenze si approda a una neutralità che elimina ogni identità. Un po’ quello che è accaduto con i regimi: i loro cittadini erano senza identità. È un po’ quello che accade con la cultura del gender, che è parte di questa ideologia: promette una eguaglianza al prezzo di una neutralità che esclude il maschile e il femminile. Ma dentro la storia del femminile c’è una storia di 300 anni di diritti: immaginate cosa può essere una società che elimina le sue differenze storiche e culturali. È una società che non ha più nessuna identità».
Cancel culture come ideologia totalitaria, “cultura gender” e altri dogmi dell’estrema destra. Sembra Fox News ma è il TG1 delle 20, complimenti a tutti pic.twitter.com/Fa8Fr7s45q
— Simone Fontana (@simofons) November 30, 2021
Le critiche sui social network sono arrivate immediatamente: cancel culture, teoria del gender, paragoni con i totalitarismi vanno in onda sulla televisione pubblica, ottenendo anche uno spazio in proporzione molto importante. Il tutto a una sola voce, quella del giornalista Alessandro Barbano appunto, che non è stato interrotto da alcun tipo di contraddittorio.