«Il Movimento 5 Stelle vuole sabotare il Testamento Biologico»

di Enzo Boldi | 25/01/2019

Testamento Biologico, l'emendamento del M5S
  • L'associazione Luca Coscioni denuncia il tentativo del M5S di sabotare il Testamento Biologico

  • La legge è stata approvata alla fine del 2017, ma ora un emendamento nel dl semplificazioni cambierebbe tutto

  • Le disposizioni anticipate di trattamento (DAT) andrebbero consegnate nel comune di nascita e non di residenza

Un emendamento che complicherebbe l’applicazione del Testamento Biologico fin dall’immediato futuro. La denuncia arriva dall’Associazione Luca Coscioni – promotrice della legge sul biotestamento approvata nel dicembre del 2017 dopo un lungo iter politico – dopo che il Movimento 5 Stelle ha firmato l’emendamento 9.0.38 al ddl di conversione del dl Semplificazioni che snaturerebbe quanto approvato dal Parlamento con la legge 219/2017.

«Così come richiesto da 11 senatori del Movimento 5 Stelle, se la legge di conversione dovesse essere approvata in modo definitivo – scrive in un comunicato l’Associazione Luca Coscioni -, le DAT dovrebbero essere consegnate nel Comune di nascita, non più nel Comune di residenza, impedendo a tutte le persone che nel corso della vita hanno cambiato Comune di residenza la possibilità di depositare le proprie disposizioni anticipate di trattamento». Una modifica che cambierebbe le modalità per depositare le disposizioni anticipate di trattamento, elemento cardine della legge sul Testamento biologico.

Il M5S sta sabotando il Testamento Biologico?

Il tutto condito da un rinvio della creazione di una Banca dati Nazionale per i DAT, posticipata dal 30 giugno 2018 al 30 giugno 2019. «Questo avviene nonostante il Ministero della Salute ripeta da luglio 2018 che i decreti per la Banca dati sono pronti e nonostante il 18 ottobre 2018 – si scrive ancora nel comunicato -, sollecitato da un’interrogazione a risposta orale a prima firma Davide Faraone (PD), il sottosegretario di Stato per la salute Armando Bartolazzi abbia rassicurato il Parlamento sulla rapida emanazione di questi decreti».

Le parole del medico che staccò la spina a Welby

Sulla questione è intervenuto anche il dottor Mario Riccio, il medico rianimatore che staccò la spina a Piergiorgio Welby, seguendo la sua volontà di porre fine alla sua vita dopo una lunga malattia: «Preannuncio fin da ora che rispetterò le volontà dei pazienti contenute in qualsiasi documento che riterrò essere formalmente valido al di là del suo deposito presso un ufficio di stato civile. Sono convinto che tanti medici saranno con me in questa azione contro il sabotaggio di diritti duramente conquistati»

(foto di copertina: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)