I test rapidi a scuola in Veneto e Lazio, in Lombardia invece «si faranno quando arriveranno»

La procedura per tarare il contagio nelle scuole all'inizio dell'anno scolastico

di Redazione | 03/09/2020

test rapidi a scuola

Ok le linee guida per poter entrare a scuola. Ok l’utilizzo della mascherina soltanto quando ci si troverà a meno di un metro di distanza. Ok per le mascherine chirurgiche preferibili a quelle di stoffa. Ma cosa succede se c’è un positivo a scuola? O meglio, come si individuano le persone positive a scuola? Si sta discutendo, in queste ore, dell’introduzione dei test rapidi a scuola. Sono decisioni che vanno prese singolarmente dalle regioni, in base anche alle varie capacità di effettuare test e tamponi e di processarli, di conseguenza.

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Test rapidi a scuola, la soluzione delle regioni per tracciare i contagi

Per questo motivo, regioni come Lazio e Veneto hanno scelto la strada dei test rapidi. Si tratta di soluzioni che garantiscono i risultati in poco più di mezz’ora. Un aspetto fondamentale se si considera che, per valutare l’avvio di un possibile focolaio all’interno di una scuola, è necessario agire in tempi rapidissimi. Un  aspetto, quello della velocità, che non può essere garantito dai tamponi tradizionali, che hanno bisogno di almeno 24-48 ore per essere processati.

La Lombardia sembra orientata a utilizzare questo metodo tradizionale. Una scelta che farà discutere e che è stata anticipata dall’assessore al Welfare Giulio Gallera che ha detto: «Abbiamo 5mila tamponi rapidi, mille li utilizzeremo nelle carceri e gli altri dove ci sarà bisogno. Abbiamo chiesto altri 60mila kit e quando li avremo li faremo nelle scuole».

Test rapidi a scuola, la scelta (al momento) diversa della Lombardia

Insomma, all’orizzonte non si vede affatto una soluzione rapida da questo punto di vista, con l’inizio dell’anno scolastico che ormai è incombente. La Lombardia è stata la regione in Europa più colpita dal coronavirus e, anche in questi giorni, è il territorio dove si registra un numero più elevato di contagi. Siamo sicuri che iniziare senza test rapidi per le scuole sia una buona idea?

Al netto dell’affidabilità di questi test – le tecnologie in questo caso sono ancora da affinare, mentre il tampone tradizionale resta il metodo più attendibile (nonostante la lentezza dei risultati) per valutare la positività/negatività di un paziente -, il fatto che i risultati possano essere ottenuti in pochi minuti fa scattare immediatamente i campanelli d’allarme. Ma la Lombardia, nonostante l’elevato livello d’attenzione a cui è sottoposta, sembra prediligere altri metodi in vista dell’inizio dell’anno scolastico.