Toninelli annuncia: «Il Terzo Valico si farà per colpa dei governi precedenti»

di Enzo Boldi | 14/12/2018

Danilo Toninelli, Terzo Valico si farà
  • Il Terzo Valico si farà, nonostante l'analisi costi-benefici abbia dato esito negativo

  • Toninelli spiega che sono troppo alti i costi per il recesso dall'impegno

  • La colpa? Dei dossier avvelenati lasciati dai governi precedenti

Dopo l’Ilva e il Tap arriva una nuova battuta d’arresto per uno dei capisaldi delle lotte portate avanti – all’epoca delle campagne elettorali degli scorsi anni – dal Movimento 5 Stelle. I lavori per il Terzo Valico dei Giovi,  linea ferroviaria per merci e passeggeri che collegherà Genova con Milano e Torino e che fa parte del corridoio europeo Reno-Alpi, saranno portati a termine e il progetto proseguirà seguendo la tabella di marcia indicata fin dalle origine. A comunicarlo è stato lo stesso ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, che ha finalmente comunicato l’esito (negativo) dell’analisi costi-benefici sull’opera. Ma sono troppo alti i costi di uscita, quindi si andrà avanti.

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«Ebbene, oggi l’analisi costi benefici, che insieme alla connessa analisi giuridica verrà a breve pubblicata integralmente, ci dice questo: il costo dell’opera a finire, attualizzato a 30 anni, supererebbe i benefici per una cifra di 1 miliardo e 576 milioni – scrive in un lunghissimo post su Facebook, a corredo del video, il ministro Toninelli -. Dentro questo miliardo e mezzo ci sono varie voci, per esempio i minori ricavi dei concessionari autostradali oppure 905 milioni di euro di accise sulla benzina che non verrebbero incassate dallo Stato per via del cambio modale da strada a ferrovia».

Terzo Valico, recedere il contratto costerebbe 1,2 miliardi

Fermare i lavori? Assolutamente no. Toninelli ha spiegato che il costo per lo stop al Terzo Valico sarebbe insostenibile e, quindi, l’opera sarà portata a termine. «Ci sono i lavori che il contraente generale affida a terzi – spiega il ministro -, visto che realizza l’opera in proprio soltanto per il 40%: qui i costi, i danni e i mancati utili da pagare potrebbero attestarsi su una somma superiore a un decimo e ricadrebbero su rete ferroviaria italiana, quindi in definitiva sullo Stato. Dunque, stiamo parlando almeno di un altro mezzo miliardo. Rimanendo prudenti, siamo già di fronte a 1 miliardo di costi stimati derivanti da un eventuale recesso contrattuale unilaterale, a cui si sommano circa 200 milioni per il ripristino dei luoghi. Quindi, il totale dei costi del recesso ammonterebbe a circa 1 miliardo e 200 milioni di euro di soldi pubblici. Di conseguenza il Terzo Valico non può che andare avanti».

Il vorrei ma non posso di Toninelli

I lavori per ultimare il Terzo Valico si dovrebbero concludere nel 2023. Danilo Toninelli, poi, lancia un attacco ai governi precedenti che – secondo lui e secondo il Movimento 5 Stelle – hanno prodotto un qualcosa di inverosimile su questa infrastruttura, su cui il M5S si è impegnata a far luce. «Insomma, siamo di fronte a uno dei tanti dossier avvelenati che ci hanno lasciato i professionisti della politica, ma che abbiamo affrontato senza pregiudizi».

(foto di copertina: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)