Il ministro Costa rimprovera Salvini: «Mentre mi occupo della Terra dei Fuochi, lui è al mare»

di Enzo Boldi | 05/08/2019

Terra dei Fuochi
  • Il ministro Sergio Costa lancia "un appello" a Matteo Salvini, ma il sapore è quello dell'attacco

  • Sostiene di lavorare alla Terra dei Fuochi, mentre il capo del Viminale è al mare

  • I roghi proseguono, ma lui non ha competenze per gestire le forze dell'ordine

Per quest’anno non cambiare, stessa spiaggia stesso mare. Il clima vacanziero e la politica da spiaggia delle ultime settimane di Matteo Salvini ha alzato un polverone anche all’interno della stessa maggioranza, seppur con riflessi ben diversi. Il Movimento 5 Stelle, infatti, ha tenuto toni molto tenui dopo le ultime esternazioni del ministro dell’Interno, non ha preso posizioni molto dure – se non Alessandro Di Battista, ma lui non fa parte della compagine di governo -. Ma l’atteggiamento del capo del Viminale non sembra esser piaciuto a Sergio Costa che sottolinea come lui – e solo lui – abbia affrontato in questi giorni il problema dei roghi continui nella Terra dei Fuochi.

«Io ho fatto tutto quello che dovevo fare. E non solamente io – ha spiegato il ministro dell’ambiente in un’intervista a Il Corriere della Sera -. Nel novembre 2018 è stata istituita una cabina di regia per prevenire questo odioso fenomeno dei rifiuti tossici, e ad oggi ognuno ha fatto il suo, tranne il ministro dell’Interno». Un attacco frontale, anche se poi – sul finire della sua intervista, Sergio Costa ha provato a negare questa evidenza. Sta di fatto che il problema dei roghi nella Terra dei Fuochi sembra essere lontano da una soluzione.

Sulla Terra dei Fuochi, Costa critica il Salvini balneare

E lo stesso capo dell’Ambiente spiega di aver fatto quanto possibile e quanto di sua competenza, ma non c’è stata una linea comune all’interno del governo. E la responsabilità ricade proprio sul Viminale che ha il «presidio del territorio», mentre «il ministro dell’Ambiente non ha il potere sulle forze di polizia». Sergio Costa fa riferimento ai mancati controlli e appostamenti in loco: «Statisticamente i roghi avvengono sempre alla stessa maniera. Si sa dove accendono i fuochi, a che ora, con quale modalità. Per prevenirli bisogna fare quindi degli appostamenti, e poi arrestarli e portarli in galera. Ma quelli non li posso certo fare io».

Un attacco? No, un appello

E poi i riferimenti alla Terra dei Fuochi: è successo così «a Battipaglia, a Giugliano, a Caivano. E mentre c’erano questi roghi il ministro dell’Interno non se ne occupava (era a Milano Marittima, ndr) era al mare – commenta Sergio Costa -, o comunque non era dove serviva. Un attacco a Salvini? Per carità, è un appello. Chiedo al ministro dell’Interno Matteo Salvini di occuparsi della Terra dei fuochi. Una settimana fa ho scritto anche al premier Giuseppe Conte per questo».

(foto di copertina: ANSA/FABRIZIO ZANI + ANSA/ALESSANDRO DI MEO)