Tav, Toninelli vorrebbe fare i bandi per i nuovi lavori con l’obbligo di non far partire i cantieri

di Redazione | 22/02/2019

Toninelli

Ci sono delle soluzioni paradossali all’orizzonte sul Tav. In modo particolare dopo l’intesa che sembra essere stata raggiunta da Lega e dal Movimento 5 Stelle: l’opera, stando alle due principali forze che si trovano al governo, dovrebbe essere completamente ripensata. Il tutto mentre si continua a scavare, mentre i lavori stanno andando avanti, mentre sono state realizzate già delle infrastrutture importanti e mentre, cosa più importante, Telt – il consorzio italo-francese che si occupa dell’opera – dovrebbe far partire nuovi bandi di gara per altre infrastrutture presenti nell’indotto Tav.

Tav, appalti Telt da 2,3 miliardi di euro

Si parla di gare d’appalto da 2,3 miliardi di euro. Non proprio una cifra marginale. Sulla quale, tra le altre cose, pesa anche la scure della immediata cancellazione di 300 milioni di euro di finanziamenti europei se i bandi non dovessero partire subito. E, vista l’aria che tira, non sarebbe il caso di causare questo ulteriore aggravio di spesa.

La soluzione prevista da Toninelli sui bandi Tav

Nella condizione di sospensione in cui ci troviamo sul Tav, con Lega e M5S che non sono ancora decisi sulle modalità con cui portare avanti questo ripensamento dell’opera, la questione rappresenta una bella gatta da pelare. Il Sole 24 Ore riporta allora l’ipotesi allo studio del tavolo di confronto tra il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e gli altri collaboratori della Lega. Far partire lo stesso i bandi di gara del Telt, ma imponendo lo stop ai lavori almeno fino a dopo le elezioni europee del 2019.

Il tutto per evitare di compromettere la corsa elettorale e per non inficiare il delicato equilibrio che si sta vivendo in questi giorni tra le due principali forze di governo. Una soluzione bizzarra e all’italiana che rischia, in caso di definitivo via libera ai lavori, di ritardare ulteriormente i tempi per la consegna dell’opera. E, se non ci dovesse essere questio via libera, rischia di inficiare la procedura di un bando di gara pubblico che, in qualche modo, dovrà essere evaso dal committente.

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