Il 7 ottobre si vota il taglio dei parlamentari. Di Maio esulta su Facebook: «Alla faccia di Salvini»

di Enzo Boldi | 25/09/2019

Tagliapoltrone

La clessidra è arrivata agli ultimi granelli di sabbia: il prossimo 7 ottobre a Montecitorio ci sarà l’ultimo voto sul cosiddetto tagliapoltrone. La votazione è stata calendarizzata nel primo pomeriggio di mercoledì e, se i numeri della maggioranza non mentono, dalla seconda settimana del prossimo mese si potrà considerare valida la cancellazione di 345 posti tra senatori e deputati della Repubblica. Poi andrà fatta una nuova legge elettorale per la ridistribuzione dei seggi vista la riduzione dei parlamentari che, comunque, non avverrà (per ovvi motivi) prima delle prossime elezioni.

Luigi Di Maio, che da tempo porta avanti questa battaglia del Movimento 5 Stelle, ha usato una diretta su Facebook per esprimere tutta la sua gioia. Ed è stata l’occasione anche per levarsi qualche sassolino dalle scarpe: «In questo momento tutti dicono che questo governo è nato per mantenere le poltrone – ha detto il capo politico pentastellato mentre si trova ancora impegnato a New York per l’assemblea delle Nazioni Unite -. E invece proprio questo governo le taglia, alla faccia di chi ha fatto cadere il precedente governo per non tagliare i parlamentari».

Il tagliapoltrone al voto definitivo il 7 ottobre

L’accusa, dunque, è diretta a Matteo Salvini e non è nuova. Già all’indomani delle dimissioni di Giuseppe Conte, infatti, Luigi Di Maio era tornato a parlare del tagliapoltrone e del fatto che la Lega aveva fatto cadere il governo gialloverde proprio per evitare di votare in maniera definitiva questo provvedimento. E all’epoca, meno di un mese fa anche se sembra passata un’eternità, il riferimento principale era a Berlusconi e al fatto che il Carroccio si sarebbe piegato alle volontà dell’ex Cavaliere che non voleva ridurre il numero dei parlamentari.

Lo sfogo di Luigi Di Maio: «Alla faccia di Salvini»

Il 7 ottobre, dunque, è il grande giorno. Non ci aspettiamo un’esultanza dal balcone di Palazzo Chigi come quando venne «abolita la povertà», senza effetti tangibili sull’economia italiana. Sarà, però, curioso vedere se ci sarà qualche frattura all’interno della nuova maggioranza e se, soprattutto, Matteo Salvini farà mantenere la promessa fatta il giorno delle dimissioni di Conte: «Noi siamo pronti a votare il tagliapoltrone anche domani».