Dire che Susanna Ceccardi sta «al guinzaglio di Salvini» è una frase sessista

di Gianmichele Laino | 28/06/2020

Susanna Ceccardi

Una frase sessista non ha colore politico. È sessista e basta. Dire che Susanna Ceccardi è «al guinzaglio di Salvini» è utilizzare una espressione di cattivo gusto. È toccato al candidato governatore del centrosinistra in Toscana, Eugenio Giani, riportare queste affermazioni nel corso di un’intervista al Corriere Fiorentino. Frasi che non sono passate inosservate e che hanno scatenato l’ira della Lega, che ha accusato il Partito Democratico di fare doppiopesismo quando si tratta di difendere i diritti delle donne.

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Susanna Ceccardi che, secondo Giani, «è al guinzaglio di Salvini»

«Non voglio fare la vittima – ha scritto su Facebook Susanna Ceccardi -, una certa sinistra griderebbe allo scandalo se un nostro esponente dicesse a una donna dello schieramento avversario che è buona soltanto a stare al guinzaglio come una cagna: si leverebbero le grida di indignazione a livello internazionale».

Le polemiche sulla frase di Giani su Susanna Ceccardi

È opportuno sottolineare che l’espressione utilizzata da Eugenio Giani, infatti, è figlia di quella cultura del sottinteso, in base alla quale le donne in politica devono per forza essere l’emanazione di qualcosa d’altro. Si può discutere mille volte – anche noi lo abbiamo spesso fatto – in merito al protagonismo di Matteo Salvini nei confronti dei suoi candidati alle elezioni locali (uomini e donne che hanno partecipato alle competizioni e che sono sempre stati comprimari dei comizi e dei tour elettorali del leader della Lega), ma questa affermazione non può essere ridotta alla frase «essere al guinzaglio di Salvini».

Sarebbe stato più opportuno fare un discorso sulla leadership, sulle reali competenze dei candidati: se la Lega ha scelto di puntare sulla Ceccardi in Toscana avrà avuto le sue ragioni. Le opinioni della donna delle istituzioni, sindaco di Cecina e parlamentare europea, sono – in quanto tali – spesso discutibili, fuori luogo, non condivisibili per i loro assunti di base. Ma sono opinioni sue, non emanazioni guidate da un guinzaglio.

Delle scuse, da parte di Giani, sarebbero un segnale da dare. Anche perché rappresenta un partito e una coalizione che da anni si batte contro il sessismo. A ogni livello. E senza colore politico.