Il ‘super Green Pass’ secondo Matteo Bassetti
L'immunologo Matteo Bassetti rilancia il "Super Green Pass"

«Per una volta, da infettivologo, sono felice che la parte mediterranea dell’Europa abbia portato avanti una strategia che anche la parte teutonica sta seguendo, perché i primi a introdurre questo tipo di green pass sono stati i francesi, poi siamo arrivati noi e adesso il nord Europa si sta muovendo in questa direzione. Per andare al cinema, a teatro, negli stadi, movida, palestre e altro ci vuole o essere vaccinato o essere guarito dalla malattia. Quindi, le “due g”. Per tutte le altre attività, si possono fare con un green pass “normale”, quindi se prendi un aereo, se prendi un treno o se vai a lavorare il green pass è quello che ormai abbiamo imparato a conoscere e questo sono convinto che spingerebbe moltissimo la vaccinazione, perché sarebbe il modo probabilmente di recuperare quel 5% che ci manca per arrivare al 90% che vuol dire – con le terze dosi fatte – un’immunità di sicurezza, cioè ci mette in condizione di affrontare l’inverno in maniera molto diversa». Lo ha detto, intervendo in diretta a ‘Tagadà’, in onda su La7, l’immunologo Matteo Bassetti.
Il super green pass secondo Bassetti
«Il problema è che continuiamo a parlarne ma nessuno fa nulla, per cui mentre gli austriaci e i tedeschi che sono arrivati dopo l’hanno introdotto. Noi invece ne parliamo e basta. Cosa aspettiamo? Di avere gli ospedali pieni per farlo? Se è da fare, è da fare adesso».