Luca Varani e gli altri, tutte quelle maledette polemiche su Storie Maledette

di Redazione | 04/02/2016

Franca Leosini

Luca Varani a Storie Maledette è solo l’ultimo dei casi spinosi che Franca Leosini, conduttrice da sempre della trasmissione Storie Maledette, ha affrontato. Le sue domande e la sua personale firma sulle storie di nera Fanno parlare del programma da sempre, Non solo per  l’intervista a Rudy Guede o per quella su Luca VaraniStorie Maledette è destinato a superare il mitico Telefono Giallo di Corrado Augias. I “mostri” della nera italiana sono passati tutti o quasi sotto le sue grinfie, spesso scatenando polemiche.

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Dopo la polemica da parte della Procura di Pesaro che ha parlato apertamente di scorrettezze da parte della Rai basta fare un salto indietro per ripercorrere tutte le edizioni di Storie Maledette. Ne è un esempio Pino Pelosi che dichiarò in trasmissione, nel 1994, la sua innocenza sull’omicidio di Pierpaolo Pasolini. «La conferma viene dagli atti del processo», dichiarò al tempo Leosini. «Solo adesso molte incongruenze, molte assurdità, trovano spiegazione. Credo che Pelosi con queste ultime dichiarazioni abbia veramente riscritto una pagina fondamentale di questo mistero».

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(Le frasi di Franca Leosini)

FRANCA LEOSINI E IL CASO IZZO

– Era l’ottobre del 1998 quando Franca Leosini decise di intervistare Angelo Izzo. Un confronto con uno dei tre autori del “massacro del Circeo” che nel 1975 (assieme ad Andrea Ghira e Giovanni Guido) sottoposero a ore di violenza la diciassettenne Donatella Colasanti e l’amica Rosaria Lopez. Nel dicembre del 2004 Izzo ottenne la semilibertà dal penitenziario di Campobasso per andare a lavorare in una cooperativa del posto. E uccise nuovamente: Maria Carmela e Valentina Maiorano, moglie e figlia quindicenne di Giovanni Maiorano, un detenuto che Izzo aveva conosciuto in carcere.

FRANCA LEOSINI E SAVI DELLA UNO BIANCA

– Disse di no a Pacciani ma Franca Leosini è quella che intervistò Fabio Savi, “quello della Uno bianca”.  «Il patto – ha spiegato recentemente Leosini a Il Fatto Quotidiano  – è darsi. Loro si concedono e io scavo dentro alla ricerca del buio. Per chi ha creato tanta sofferenza agli altri, non è mai un viaggio senza dolore».

Nelle lettere che mi aveva spedito, Savi mi descriveva le sue notti insonni, il tormento divorante per quel che aveva fatto. Ci furono momenti duri, a iniziare da quello in cui gli mostrai la foto di suo padre Giuliano, suicida con massicce dosi di Tavor proprio all’interno di un modello di macchina identico a quello della banda. Alla fine di quella conversazione mi resi conto che mi aveva rivelato molte più cose di quante non ne avesse messe a verbale durante il processo. Abbassò la testa: ‘Su di me sono state scritte molte inesattezze’

Stavolta però, davanti al caso di Luca Varani ha alzato la voce la procura:  «La Tv di Stato offre le sue telecamere a un imputato che non ha mai risposto alle domande nei due gradi di giudizio ed anzi ha più volte tentato di inquinare le prove. E ora, col processo ancora aperto perché deve ancora celebrarsi l’udienza in Corte di Cassazione, si raccolgono in tv le sue dichiarazioni che potrebbero avere anzi avranno sicuramente valenza processuale».

(in copertina foto ANSA/GUIDO MONTANI)