La storia dello stemma di CasaPound in un commissariato di Polizia dell’Esquilino

24/07/2020 di Enzo Boldi

Stemma Casapound in commissariato

Da un paio di giorni circola sui social un’immagine che mostra gli interni del commissariato di Polizia di via Petrarca, a Roma, visti attraverso una finestra aperta. E proprio da lì si vede un vessillo di CasaPound affisso su una porta. Si tratta di uno scatto reale, come confermato dalla stessa Questura capitolina che ha provveduto alla rimozione, spiegando il perché quel cartellone si trovasse lì. La storia dello stemma CasaPound in Commissariato (all’Esquilino, a pochi passi da quello stabile di via Napoleone III occupato dal movimento di estrema destra) aveva destato molte polemiche.

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L’autore dello scatto ha chiesto di rimanere anonimo ai giornalisti de La Repubblica che lo hanno contattato. Quella foto è diventata virale grazie alla condivisione sul gruppo Facebook ‘Black Lives Matter Roma’ da parte di un utente che, però, non è la stessa persone ad aver immortalato lo stemma CasaPound nel commissariato di via Petrarca. Ecco gli scatti.

Stemma CasaPound in commissariato a Roma

L’uomo ha raccontato di aver visto quello stemma di CasaPound all’interno del Commissariato di Polizia dell’Esquilino già alcuni mesi fa, spiegando di essere riuscito a fotografarlo solo pochi giorni fa, dopo l’apertura delle finestre. E si tratta di una foto reale. La conferma arriva dalla stessa Questura di Roma che, sollecitata sulla questione, ha spiegato di aver subito rimosso quel vessillo da quella stanza perché «il cittadino che non è al corrente della funzione di quella stanza non si spiega la presenza della bandiera di CasaPound e giustamente può dare fastidio».

La versione della Questura

Secondo la ricostruzione ufficiale, infatti, quella stanza viene utilizzata a mo’ di magazzino per stipare tutto il materiale che viene sequestrato dalla Polizia durante le manifestazioni, gli sgomberi e i cortei. Per questo si trovava lì. Una versione che non può essere smentita, vista la fonte ufficiale. Ma resta una domanda: è necessario affiggere a porte e pareti vessilli sequestrati?

(foto di copertina: da Facebook)

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