Cosa significa che l’Italia è in stato d’emergenza fino al 31 dicembre

di Gianmichele Laino | 10/07/2020

Nuovo Dpcm

Con la decisione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sullo stato d’emergenza nel nostro Paese prorogato fino al 31 dicembre, possiamo affermare ufficialmente che il 2020 si appresta a terminare in questo particolare stato di cose per 11 mesi su 12. Dalla firma del primo stato d’emergenza il 31 gennaio, infatti, che si estende normalmente per sei mesi eventualmente prorogabili, sono cambiati diversi aspetti del vivere comune, soprattutto nel mondo del lavoro, a causa dell’epidemia di coronavirus che, in Italia, ha fatto sentire i suoi effetti più devastanti a partire dalla fine di febbraio, ma che aveva già dato delle avvisaglie a fine gennaio con il riscontro della positività dei due turisti cinesi a Roma, primo caso ufficiale di coronavirus registrato sul territorio italiano.

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Cosa significa stato d’emergenza fino al 31 dicembre

Ma cosa significa che lo stato d’emergenza sarà prorogato fino al 31 dicembre? Innanzitutto, che gli strumenti legislativi che potranno essere adottati per le vie brevi potranno continuare a essere i dpcm, mentre la protezione civile continuerà ad avere un ruolo di primo piano nell’organizzazione delle principali attività e nella gestione dei principali servizi sul nostro territorio.

L’annuncio dello stato d’emergenza è stato dato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte a margine dell’evento di inaugurazione del Mose a Venezia. Tuttavia, manca ancora la proclamazione ufficiale con tutta la serie di documenti che permetteranno di rendere definitiva questa decisione.

Lo stato d’emergenza nell’ordinamento italiano

Lo stato d’emergenza in Italia può essere chiesto sia per pericoli che arrivano dall’esterno, sia per pericoli interni che possano provocare problemi per la sicurezza pubblica. Può essere deliberato dal consiglio dei ministri e consiste in un periodo di tempo in cui il governo centrale può sostituirsi agli enti locali in alcuni provvedimenti di carattere normativo. Questi ultimi, appunto, sono rappresentati proprio dai dpcm che Giuseppe Conte ha utilizzato in maniera molto frequente per dare disposizioni urgenti in materia di pubblica sicurezza.

Stato d’emergenza e smart-working

In ogni caso, cambierà poco rispetto a quello che abbiamo vissuto in questi ultimi mesi. La novità più consistente è rappresentata dallo smart-working che potrà essere prorogato dalle aziende e dagli uffici pubblici fino al 31 dicembre. Inizialmente, prima della proroga dello stato d’emergenza, la data ultima per lo smart-working era quella del 31 luglio.