Il giudice sportivo smentisce tutti quelli che «i cori contro Balotelli a Verona non ci sono stati»

di Redazione | 05/11/2019

squalifica Verona

Il fatto che Mario Balotelli si sia inventato i cori razzisti ai suoi danni è una delle più grandi e ostinate bufale che siano state diffuse negli ultimi giorni. Eppure, c’è chi lo ha ripetuto nel corso di tutta la prima parte di questa settimana, dopo la partita Verona-Brescia, c’è stata la società che ha minimizzato, c’è stato il mondo politico sovranista che ha attaccato il calciatore italiano, c’è stato persino un consigliere comunale che ha presentato una mozione affinché Balotelli fosse denunciato.

LEGGI ANCHE > Salvini fa impazzire l’algoritmo dei social: «Vale più un operaio dell’Ilva che 10 Balotelli»

Squalifica Verona, chiusura del settore ‘Poltrone Est’

Non era bastato il video proveniente dal settore ‘Poltrone est’ per documentare l’accaduto. Chissà se ora basterà la sentenza del giudice sportivo: la procura federale, infatti, ha deciso per la chiusura del settore ‘Poltrone est‘ dello stadio Bentegodi, in seguito agli ululati razzisti avvertiti nel corso del match Verona-Brescia. Il giudice sportivo ha dato questa motivazione: «Considerato che il pur esiguo numero di cori va rapportato al numero di occupanti di quel settore – si legge nella sentenza – i cori sono stati comunque percepiti, oltre che dal calciatore, anche dal rappresentante delle Procure federali posizionato in prossimità».

Dunque, anche nella sentenza è stato scritto nero su bianco quello che era trapelato già nelle prime ore dopo l’accaduto. Continuare a negare l’esistenza di questi cori e giustificare il comportamento dei tifosi del Verona è ora decisamente impossibile.

Squalifica Verona e non solo: anche la Roma multata

Altro giro, altra forma di razzismo. In Roma-Napoli, l’arbitro ha sospeso la partita per aver sentito dei cori di discriminazione territoriale nei confronti della città all’ombra del Vesuvio. L’intervento del capitano giallorosso Edin Dzeko, che ha invitato la curva a sostenere la propria squadra e a non offendere l’avversario, ha evitato una sanzione più pesante rispetto ai 30mila euro di multa che sono stati decisi come pena nei confronti della società.