Come Telegram, più di Telegram: le accuse contro Snapchat
La causa contro l'app intentata dal New Mexico, con una risposta poco convincente. Nel frattempo, Durov cambia la politica sulle segnalazioni su Telegram

Le accuse sono molto pesanti e, in qualche modo, ricalcano quelle già mosse – e non solo nella vicenda che ha portato, un paio di settimane fa, al fermo di Pavel Durov in Francia – nei confronti di Telegram. Questa volta, a finire nel mirino di un’indagine, è una delle app più utilizzata dai giovani americani (e non solo). Parliamo di Snapchat e dell’infrastruttura della piattaforma che promette l’invio di “messaggi effimeri” ingannando (come sostiene la causa depositata nei giorni scorsi) gli utenti. A muovere le accuse è stato il procuratore generale dello Stato del New Mexico in seguito a un’indagine condotta dal Dipartimento di Giustizia e durata oltre due mesi. Un’operazione sotto copertura che ha messo in evidenza l’sistema di un sistema stabile di “predatori di minori” all’interno della piattaforma.
Snapchat è un’app florida per la pedopornografia
Il dito è puntato sul concetto, non veritiero, di messaggio effimero che consentirebbe alla pedopornografia e al revenge porn di trovare in Snapchat un terreno fecondo. E l’applicazione sembra essere a conoscenza di queste problematiche, senza mai esser riuscita a mettere in piedi un sistema di moderazione adeguato al fine di mettere la parola fine su questi abusi ai danni di minori. La stessa questione riguarda anche altre attività illecite: dalla compravendita di sostanze stupefacenti, fino a quelle di armi.
Nel frattempo, Telegram ha deciso di cambiare – almeno a parole – il suo approccio alla moderazione. Pavel Durov è tornato a parlare per la prima volta dopo il suo fermo a Parigi, sostenendo che ci saranno novità per quel che riguarda le segnalazioni di contenuti illegali sull’app. Silenziosamente, infatti, Telegram ha cambiato alcune impostazioni – come evidenziato dalle FAQ – e, dall’ultimo aggiornamento sarà possibile inviare segnalazioni anche per quel che riguarda le chat private. Un primo passo che, al momento, non è sufficiente.