Di Maio chiede le dimissioni di Siri. La Lega, invece, gli dà piena fiducia. Toninelli gli revoca le deleghe

di Enzo Boldi | 18/04/2019

Armando Siri
  • La gestione del caso Siri divide ancora una volta Lega e Movimento 5 Stelle

  • Luigi Di Maio ha chiesto le dimissioni del sottosegretario per una questione morale, Toninelli gli revoca le deleghe

  • Matteo Salvini, invece, ha ribadito la sua stima e ha rinnovato la sua fiducia

L’indagine avviata nei confronti di Armando Siri ha portato a un nuovo strappo all’interno della maggioranza di governo. Il sottosegretario del Carroccio al Ministero dei Trasporti è stato indagato questa mattina dalla Procura di Palermo per corruzione nell’ambito di un’inchiesta che coinvolgerebbe anche Paolo Arata, ex deputato di Forza Italia responsabile del programma della Lega sull’Ambiente e l’imprenditore dell’eolico Vito Nicastri, tra i finanziatori della latitanza del boss Matteo Messina Denaro. Luigi Di Maio, come da tradizione M5S, ha chiesto un passo indietro da parte di Siri, mentre la Lega ha espresso solidarietà e piena fiducia nell’operato del sottosegretario.

«Sarebbe opportuno che il sottosegretario Siri si dimetta. Gli auguro di risultare innocente e siamo pronti a riaccoglierlo nel governo quando la sua posizione sarà chiarita – ha spiegato il leader del Movimento 5 Stelle parlando dell’indagine in corso nei confronti del sottosegretario -. Va bene aspettare il terzo grado di giudizi, ma c’è una questione morale e se c’è un sottosegretario coinvolto in un’indagine così grave non è più una questione tecnico-giuridica ma morale e politica. Non so se Salvini concorda con questa mia linea intransigente ma il mio dovere e tutelare il governo. Credo che anche a Salvini convenga tutelare l’immagine della Lega».

Il M5S chiede le dimissioni di Siri, la Lega gli dà fiducia

Il Carroccio, però, non sembra essere della stessa idea. In una nota pubblicata nel corso della mattinata, infatti, il partito di Matteo Salvini ha preso una posizione ben diversa rispetto a quella del leader del Movimento 5 Stelle, mostrando piena fiducia nell’operato di Siri. E a confermarlo è lo stesso ministro dell’Interno: «Lo conosco, lo stimo, non ho dubbio alcuno, peraltro stiamo parlando di qualcosa che non è finito neanche nel Def». Poi ha proseguito rinnovando la sua stima persona e lavorativa, rinnegando la possibilità di dimissioni.

Toninelli ritira le deleghe al sottosegretario indagato

«Alla luce delle indagini delle procure di Roma e Palermo, con il coinvolgimento della Direzione investigativa antimafia di Trapani, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha disposto il ritiro delle deleghe al sottosegretario Armando Siri, in attesa che la vicenda giudiziaria assuma contorni di maggiore chiarezza. Secondo il Ministro, una inchiesta per corruzione impone infatti in queste ore massima attenzione e cautela». Lo afferma in una nota il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

(foto di copertina: ANSA/ALESSANDRO DI MEO)