Silvia Romano, uno degli accusati è già libero dopo aver pagato una cauzione costosissima

di Enzo Boldi | 31/07/2019

Silvia Romano
  • Moses Luari Chende versa l'equivalente di 25mila euro per il suo rilascio. Una cifra altissima per il Kenya

  • Tantissimi soldi per un Paese in cui il salario annuo medio si attesta intorno ai mille euro

  • Il processo ai presunti responsabili del rapimento di Silvia Romano prosegue a intermittenza

Difficoltà, dubbi, cifre e verità che faticano a emergere. Dopo mesi di attesa è iniziato a Malindi, in Kenya, il processo alle persone che sarebbero coinvolte nel rapimento di Silvia Romano, la cooperante italiana sequestrata nel villaggio di Chakama il 20 novembre dello scorso anno. Alla sbarra due dei tre indagati (il terzo sarà processato in un procedimento parallelo, con la prima udienza fissata per il 19 agosto, anche se si parla già di un rinvio all’autunno) accusati di aver prelevato la giovane nostra connazionale, prima di venderla a un’altra banda criminale.

Ed è così che ieri a Malindi, nel corso della prima udienza del processo sul rapimento di Silvia Romano, si è scoperto che uno dei due indiziati alla sbarra è stato liberato fin da subito, dopo aver pagato la sua cauzione da 25mila euro per non rimanere in carcere. Si tratta di Moses Luari Chende. Come sottolinea Massimo Alberizzi, inviato de Il Fatto Quotidiano in Kenya, la cifra pagata dall’indagato è molto alto per gli standard del Paese.

Il giallo della cauzione

Il salario medio dei kenioti, infatti, non supera l’equivalente di mille euro annui. All’anno, quindi meno di cento euro al mese. Eppure Moses Luari Chende è stato in grado di pagare quei tre milioni di scellini per acquisire la sua libertà in attesa del processo. Ed è qui che il giallo diventa ancora più intenso, anche tra le persone che ieri a Malindi hanno assistito alla prima udienza in Aula sul sequestro di Silvia Romano. Soldi, tanti soldi. Troppi soldi che pongono una domanda: come ha fatto quell’uomo a mettere insieme tutti quei quattrini per tornare libero?

Otto mesi fa il rapimento di Silvia Romano

Una vicenda che si va a intrecciare ancor di più con le ricostruzioni fumose che arrivano dal Kenya, con personaggi oscuri, dichiarazioni, confessioni, intercettazioni e leggende metropolitane che hanno avuto come obiettivo quello di palesare una confusione che getta fumo negli occhi di chi cerca la verità. Nel frattempo, però, sono passati oltre otto mesi dal rapimento e di Silvia Romano ancora non si hanno tracce.