«Cacciato perché è l’unico tra loro che pensa». Così Sgarbi su Paragone e il M5S

Enzo Boldi 2 Gen 2020
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In punta di penna, come al solito, con quel ‘dico non dico’ che ha da sempre caratterizzato la sua carriera da critico d’arte e da politico. Così Vittorio Sgarbi su Paragone e la sua cacciata dal Movimento 5 Stelle decisa dai probiviri pentastellati. Con ironia e sarcasmo, il deputato (ex Forza Italia) e sindaco di Sutri (in provincia di Viterbo) ha deciso di pubblicare su Facebook e Twitter un proprio sintetico pensiero su quanto accaduto nelle scorse ore all’interno del M5S.

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«Espulso Gianluigi Paragone – si legge sulla seguitissima pagina Facebook del critico d’arte -. Quando si accorgono che tra di loro c’è, incredibilmente, qualcuno che pensa, lo cacciano». Un pensiero ripetuto anche su Twitter e accompagnato da due hashtag che il deputato utilizza spesso e volentieri per parlare del Movimento 5 Stelle e di quanto accade nella grande famiglia nata sotto l’ala protettrice di Beppe Grillo: #Movimento5Patacche e #Movimento5purghe.

Sgarbi su Paragone e il M5S che allontana i pensatori

Secondo Vittorio Sgarbi, dunque, Gianluigi Paragone è stato cacciato dai probiviri del Movimento 5 Stelle perché è una persona razionale, che usa il cervello e ha una buona capacità di analisi critica. E sarebbero proprio questi i motivi che hanno portato i vertici ad allontanare il loro ex senatore dal M5S.

Noi, gente che pensa

Ovviamente quello di Sgarbi su Paragone non è un elogio al senatore ormai ex-pentastellato, ma un’accesa critica al Movimento 5 Stelle e al suo modo di ragionare. La scelta della cacciata del giornalista dalle file del Movimento è stata tutta interna e ha provocato diverse reazioni avverse anche tra i nomi di spicco del M5S. Tutto grasso che cola per la furtiva ironia del critico d’arte.

(foto di copertina: da profilo Facebook di Vittorio Sgarbi)