Sesso, alcol e droga nello yacht: morti un imprenditore e Leila, la giovane amante russa

di Redazione | 07/06/2016

Trovati morti a bordo dello yacht dopo aver assunto, probabilmente durante un gioco erotico particolarmente spinto, un cocktail di alcol e droga. La storia vede protagonisti una coppia di amanti, un imprenditore torinese 45enne e una avvenente ragazza russa di 28 anni. Il ritrovamento dei corpi è avvenuto domenica sera in Spagna, in Costa Brava, dove Stefano Bertona (questo il nome dell’uomo), titolare di un’azienda che produce accessori per barche di lusso, si era recato a bordo della sua imbarcazione di 12 metri, per un viaggio itinerante che avrebbe interessato anche Ibiza, le Isole Baleari, le Azzorre.

LEGGI ANCHE Il «terrorista pronto a fare 15 attentati ad Euro 2016»? Parigi non si fida di Kiev

IMPRENDITORE E AMANTE MORTI A BORDO DELLO YACHT

L’imprenditore e l’amante sono stati trovati nella località catalana di Roses, dove erano approdati sabato sera dopo essere partiti da Genova il giorno prima. Sabato si erano recati in un ristorante del porto. Da quel momento in poi nessuna traccia. Nel pomriggio di domenica, poi, la tragica scoperta di un addetto del porto, che doveva avvisare Bertona di un posto disponibile per il suo yacht. Lo raccontano Andrea Acquarone e Roberto Pellegrino sul Giornale:

Per ora un giallo sul quale indaga la polizia di Girona. Dal poco che è trapelato, sembra che le cause della morte non siano da attribuire a un omicidio, ma sia più probabile che i due abbiano assunto un massiccio cocktail di alcol e stupefacenti durante un gioco erotico particolarmente spinto. Soltanto l’autopsia, che sarà eseguita nelle prossime ore, potrà chiarire il mistero. Giorgio, il fratello maggiore che si trova sul mar Nero, anche lui in navigazione, sta rientrando in Italia. E parla come chi, avesse da tempo brutti presagi. «Negli ultimi mesi la vita di mio fratello aveva preso una pessima strada e ci riempiva di preoccupazioni – racconta al telefono sconvolto ma lucido -. Ho deciso di non affiancarlo più nel lavoro e di aprire una nuova azienda, proprio perché Stefano aveva perso la testa. Per lui esisteva soltanto il divertimento, il lusso, il bere, la droga e questa Leila, conosciuta tre anni fa a Genova, in azienda. Per lei ha buttato tanti soldi e con lei ha fatto la fine che ha fatto. Non so proprio come dirlo a mia madre, poverina, lei non potrà reggere a questa notizia». Giorgio, tace, poi aggiunge: «È stata quella russa a rovinarlo. Lui la riempiva di regali e promesse di guadagno e di bella vita. E perdipiù non era l’unica…».

(Foto di copertina da archivio Ansa: EPA / ROBIN TOWNSEND)