Sergio Mattarella a Notre Dame: «Qui per ribadire l’amicizia tra Italia e Francia»

di Gaia Mellone | 02/05/2019

Sergio Mattarella a Notre Dame: «Qui per ribadire l'amicizia tra Italia e Francia»
  • Sergio Mattarella in visita in Francia per il 500esimo anniversario della morte ad Amboise di Leonardo Da Vinci

  • Il Capo dello Stato Italiano ha voluto porgere i suoi omaggi alla cattedrale di Notre Dame, danneggiata dall'incendio di aprile

  • L'occasione per ribadire l'importanza dell'«amicizia tra Italia e Francia» dopo le tensioni degli ultimi mesi

Sergio Mattarella si trova in Francia per celebrare il 500esimo anniversario della morte del genio Leonardo Da Vinci. Durante la visita oltralpe, il presidente della Repubblica ha deciso di porgere i suoi omaggi alla cattedrale di Notre Dame, il simbolo di Parigi gravemente danneggiato dopo l’incendio del 15 aprile scorso. Un’occasione che il Capo dello Stato, che più volte negli ultimi mesi ha cercato di attenuare le tensioni tra i due paesi, non ha perso per ribadire e «per testimoniare l’amicizia tra Italia e Francia».

Sergio Mattarella a Notre Dame: «Qui per ribadire l’amicizia tra Italia e Francia»

Dopo l’incendio, ora Notre Dame è divenuta un simbolo di solidarietà internazionale. Dolore per l’incendio che l’ha gravemente danneggiata è stato espresso anche da Sergio Mattarella che ha parlato della cattedrale come di «un vero archivio di memoria, nel quale si specchia tanta parte della storia dell’Europa! sottolineando come «tutti i principali avvenimenti di Francia dal 1200 in poi sono passati da qui».

Il presidente della Repubblica ha anche espresso «grande riconoscenza» verso i vigili del fuoco che «l’hanno salvata! dalle fiamme, ribadendo la vicinanza dell’Italia che ha trascorso quelle ore in uno stato di «angoscia e affetto» per uno dei simboli della Francia con cui condivide «una grande sensibilità culturale». Parole che nono sono scontate visti i rapporti che intercorrono negli ultimi mesi tra i due paesi: dalle tensioni sulla gestione dei flussi migratori fino all’appoggio di Luigi Di Maio ai gilet gialli.

(credits immagine di copertina: ANSA/Paolo Giandotti)