Sea Watch si rivolge alla Corte di Strasburgo per «violazione dei diritti umani»

di Enzo Boldi | 24/06/2019

Sea Watch
  • La Ong ha inviato la richiesta di intervento direttamente alla Corte di Strasburgo

  • Si valuta l'eventuale violazione dei diritti dell'uomo per il caso Sea Watch

  • La nave è ancora bloccata fuori dai confini della acque italiane

La Sea Watch si è rivolta alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo affinché siano prese misure provvisorie nei confronti dell’Italia che consentano all’equipaggio di far sbarcare i migranti che ormai da giorni sono bloccati sulla nave dopo la diffida firmata da Matteo Salvini, Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta. Da Strasburgo hanno fatto sapere di aver avviato l’iter valutativo per verificare se sia in atto una violazione dei diritti umani da parte del governo italiano.

Qualora fosse confermato quanto richiesto da Sea Watch, infatti, i regolamenti Europei prevedono l’applicazione di misure urgenti per porre fine alla violazione di questi diritti. Il responso si dovrebbe avere già entro la giornata di lunedì. La Corte di Strasburgo, infatti, ha inviato alla Ong e al governo italiano un questionario con domande le cui risposte serviranno per valutare l’eventuale comportamento colpevole del nostro Paese nei confronti dei migranti rimasti a bordo della nave.

Sui migranti potrebbe intervenire la Corte di Strasburgo

La Corte Europea dei diritti dell’Uomo, infatti, in base ai suoi regolamenti può chiedere all’Italia di adottare quelle che sono state definite «misure urgenti» e che «servono ad impedire serie e irrimediabili violazioni dei diritti umani». Il tutto sarà valutato in base alle risposte che arriveranno sia da Sea Watch, sia dal governo italiano. Le motivazioni di questa fase di stallo sono, comunque, ben note. Quindi ci si aspetta una decisione in tempi brevi anche da parte di Strasburgo.

Sea Watch ancora in rada

Il governo italiano, infatti, ha intrapreso una battaglia dialettica – fatta anche di divieti ministeriali – con la Sea Watch. Nei giorni scorsi, dopo le carte ufficiali firmate da Matteo Salvini, sono state fatte scendere donne e bambini dalla nave, facendo approdare 10 persone in Italia. Poi la situazione si è bloccata, con la nave della Ong rimasta al di fuori delle acque territoriali italiane con a bordo gli altri migranti.

(foto di copertina: Annette Reuther/dpa)

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