Sea Watch, Strasburgo respinge il ricorso e non obbliga l’Italia allo sbarco

di Gaia Mellone | 25/06/2019

Il comandante della Sea Watch 3 è indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina
  • Le persone a bordo della nave Ong avevano lanciato un appello per sbarcare in Italia

  • La Corte Europea dei diritti Umani ha respinto il ricorso

  • Matteo Salvini: «Strasburgo conferma la scelta di ordine, buon senso, legalità e giustizia dell'Italia»

Si è rivelato vano l’appello lanciato dalle persone a bordo della Sea Watch, che oltre ad aver reso pubblico un video in cui denunciavano le condizioni di precarietà e miseria a bordo della nave Ong avevano formalizzato una richiesta alla Corte Europea dei Diritti Umani affinché forzasse la mano con l’Italia che continua a negare lo sbarco. Strasburgo però ha respinto il ricorso.

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Sea Watch, Strasburgo respinge il ricorso e non obbliga l’Italia allo sbarco

«Siamo esausti», «sembra di stare in carcere», «fateci scendere». Le parole dei migranti a bordo della Sea Watch, uniti al coro di denuncia dell’equipaggio, in primis la capitana Carola Rackete che aveva annunciato di essere pronta a forzare il blocco, non sono state ascoltate. Il capitano e i 40 migranti si erano appellati agli articoli 2 e 3 della La Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, che tutelano rispettivamente il diritto alla vita e il divieto di trattamenti inumani e degradanti.

Il Viminale nel pomeriggio di martedì 25 giugno ha reso noto che la Corte Europea dei diritti umani infatti ha respinto il ricorso presentato in via formale dalla Ong: Strasburgo non ha riscontrato il rischio di «danni irreparabili» che avrebbero permesso di attuare «misure provvisorie» previste per casi eccezionali. Ha però precisato che «conta sulle autorità italiane affinché continuino a fornire l’assistenza necessaria alle persone a bordo di Sea Watch 3, che sono vulnerabili a causa della loro età o delle loro condizioni di salute».

 

Matteo Salvini: «Bene, indietro non si torna»

La reazione di Matteo Salvini è stata di grande soddisfazione.«Anche la Corte Europea di Strasburgo conferma la scelta di ordine, buon senso, legalità e giustizia dell’Italia: porti chiusi ai trafficanti di esseri umani e ai loro complici. Meno partenze, meno sbarchi, meno morti, meno sprechi. Indietro non si torna» ha commentato il vicepremier leghista. La Sea Watch ormai si muove avanti e indietro al largo di Lampedusa da più di 10 giorni.

(credits immagine di copertina: ANSA/Elio Desiderio)

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