Hanno tolto la scorta a Sandro Ruotolo, giornalista minacciato dalla camorra

di Redazione | 02/02/2019

sandro ruotolo
  • Una scelta incomprensibile: hanno tolto la scorta al giornalista Sandro Ruotolo, minacciato dalla camorra

  • Il sospetto dell'ex ministro della Giustizia Orlando: «Lui si è occupato della 'Bestia', il dispositivo propagandistico di Salvini. Casualità?»

  • La Federazione della stampa intanto ha scritto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Sta generando molte (ovvie) critiche la decisione di revocare la scorta al giornalista Sandro Ruotolo, autore di numerose inchieste sulla criminalità organizzata e finito sotto protezione per le minacce della camorra. A dare la notizia è stato oggi l’ex ministro della Giustizia ed esponente Pd Andrea Orlando, che si chiede se la vicenda sia legata al lavoro del cronista sulla macchina social del ministro dell’Interno Matteo Salvini. Su Twitter il deputato Dem ha scritto: «Hanno tolto la scorta a Sandro Ruotolo, giornalista da sempre impegnato in inchieste sulle mafie. E anche il giornalista che si è occupato della ‘Bestia’, il dispositivo propagandistico del ministro dell’interno. Casualità? Lo chiederò in Parlamento».

 

 

Tolta la scorta al giornalista Sandro Ruotolo, Fnsi: «Una scelta incomprensibile»

La Federazione nazionale della stampa italiana, Fnsi, e il Sindacato unitario giornalisti della Campania hanno deciso di inviare una lettera al presidente del consiglio Giuseppe Conte per chiedere di rivedere la decisione di revoca della scorta armata. «Le segnaliamo l’improvvisa decisione di levare la scorta a Sandro Ruotolo, coraggioso cronista sottoposto a vigilanza dopo le sue inchieste sulla camorra», hanno scritto il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, insieme con il segretario del Sugc Claudio Silvestri. E ancora: «Lei medesimo, di recente a Napoli, ha avuto modo di apprezzare il coraggio e l’autorevolezza professionale di Ruotolo e avrà modo di ribadire anche la sua contrarietà a questa decisione. Levargli la scorta sarebbe una scelta incomprensibile, pericolosa e lo metterebbe in condizione di non poter più proseguire nell’impegno di questi anni. Siamo certi che non mancherà di far sentire la sua voce a sostegno di questa battaglia di civiltà e di libertà».

Vittorio Di Trapani segretario dell’Usigrai, su Twitter: «Aveva la scorta perché minacciato dal boss dei Casalesi Michele Zagaria, che non mi risulta si sia pentito. Continua a fare inchieste sulle mafie. Sempre vicino ai cronisti sotto tiro. È stato valutato tutto ciò prima di togliere la scorta a Ruotolo?».

 

 

Le reazioni politiche non sono mancate. Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha dichiarato: «Ho appreso la notizia relativa alla revoca della scorta al giornalista Sandro Ruotolo, mi auguro che sia subito smentita e se invece si tratta di una revoca già adottata mi auguro possa arrivare la revoca della revoca». Il primo cittadino ha definito Ruotolo giornalista «coraggioso, libero, autonomo e indipendente». E ha sottolineato che «negli ultimi tempi si è occupato e si sta occupando sia di inchieste delicate di criminalità organizzata anche relativamente alle sue collusioni con apparati politici e istituzionali sia di inchieste sulla politica». «Mi sembra un po’ strano che proprio in un momento di forte impegno professionale di Ruotolo, da parte dei vertici del Viminale venga meno il provvedimento di protezione personale».

Morra: «Bisogna proteggere i giornalisti esposti»

«Ho sentito poco fa Sandro Ruotolo. Inutile dire – ha scritto su Facebook il presidente della Commissione parlamentare Antimafia Nicola Morra, senatore del M5S – che ha tutta la mia stima ed apprezzamento per il suo lavoro di giornalista impegnato da decenni contro le mafie. Per il suo impegno è stato minacciato, perché sta sul campo e racconta il reale, senza giri di parole». «Si devono proteggere i giornalisti esposti. Sandro è uno di questi. Nel rispetto del lavoro delle istituzioni preposte, io sto con Sandro».

Manifestano disappunto anche le associazioni contro la criminalità organizzata. «Togliere la scorta a chi ha fatto inchieste contro la camorra, e da questa è stato minacciato di morte? Sono sconcertato!», ha commentato Massimiliano Vender, il presidente dell’associazione antimafia #Noi. «Ci uniamo – ha proseguito – alla richiesta di spiegazioni da parte della Fnsi e del Sindacato unitario dei giornalisti della Campania, condividendone il timore che questa decisione possa mettere a rischio la vita di Sandro Ruotolo e costituisca un pericoloso precedente. Siamo di fronte a un tentativo di epurazione, o la camorra ha deciso veramente di non voler più uccidere il giornalista?».

Ruotolo era sotto scorta dal 2015. Negli ultimi anni ha realizzato inchieste sulla Terra dei Fuochi, sui rapporti tra Stato e criminalità e sul clan dei Casalesi, attivo in Campania.

(Foto di copertina da archivio Ansa: il giornalista Sandro Ruotolo in corteo ad Afragola, contro la camorra, il 19 Gennaio 2019. Credit immagine: ANSA / CESARE ABBATE)